Diamo onore al merito del nostro head coach ad interim Mike Singletary, una carica che personalmente spero rimanga definitiva per molti motivi che un po’ tutti stiamo imparando ad apprezzare durante queste prime uscite della sua franchigia. Stiamo osservando una mutazione in positivo del livello prestazionale dei 49ers grazie all’intervento di una persona che sembra sappia cosa sia necessario fare e sappia quello che è da pretendere da chi scende in campo per ottenere la W. Non so se questa sia la strada giusta da perseguire, il tempo risponderà a questa domanda che oramai da troppi anni ci poniamo, ma l’impressione è che quella intrapresa dai niners non sia la strada sbagliata.
Detto ciò è doveroso sottolineare sì, gli aspetti positivi, ma anche quelli negativi, non sarebbe costruttivo pensare che abbiamo risolto tutti i problemi di cui soffriamo, come non lo sarebbe affermare che pur tra qualche oggettiva difficoltà stiamo emergendo dallo stato di totale insoddisfazione a cui Nolan ci aveva abituato.
Veniamo ai fatti, abbiamo vinto a casa dei Bills, una squadra che prima d’incontrarci era 6W 5L, una franchigia lanciata nel pieno della lotta per la post season che ha visto il suo massimo prestazione nella prima fase della stagione per poi calare anche se mantenendosi a galla.
Il punto di forza dei Bills è a mio avviso nella difesa, ma non è da sottovalutare la capacità offensiva di una squadra che da questo punto di vista non mi sembra essere abituata ad accontentarsi di mettere 3 punti a partita sul tabellone.
Quest’anno siamo stati la prima squadra della west coast a vincere in trasferta nella east coast, un dato che assume più valore considerando che oltre a giocare alle nostre 10 di mattina la partita era contestualizzata climaticamente in una realtà fatta di una temperatura di 35° Farenheit, praticamente quasi 2° Celsius, scesa durante l’incontro e con la presenza di un forte vento che dava la sensazione di 25° Farenheit. Pioggia mista a neve per buona parte dell’incontro.
Iniziamo la partita veramente in un modo spettacolare, assestiamo uno di quei drive da antologia: 8:09, 14 giochi e touchdown. Andiamo meritatamente in vantaggio convertendo 4 terzi down con una certa scioltezza.
Dopo aver fermato bene la risposta dei padroni di casa rimettiamo su un drive che potrebbe essere un altro buon drive, purtroppo a metà campo Jason Hill dopo aver ricevuto commette un errore da rookie e non chiude il down per una yarda. Si chiude un primo quarto che da delle importanti indicazioni su come sarà lo svolgimento della partita, noi in attacco riusciamo a muovere discretamente la palla, le nostre corse non sono un fattore, ma ci consentono di guadagnare un 5, 6 yards in un paio di giochi e quindi di poterci giocare dei terzi down non troppo lunghi, un qualcosa che considerato il contesto ambientale va bene. I passaggi funzionano. Difensivamente invece la cosa che più spicca è il problema al terzo down, non riusciamo ad essere incisivi nel down fondamentale per fare la differenza nell’economia della gara, un qualcosa che si evidenzia poi nel secondo quarto, e nel proseguo della partita, dove difensivamente subiamo, ma riusciamo a difendere ottimamente la nostra red zone. Volendoci soffermare sulle difficoltà della nostra difesa al 3° down mi permetto di fare un appunto a Manuski: la difesa da quando Manuski non deve più rispondere a Nolan sta migliorando, anche nell’utilizzo del personale, però non concordo con il fatto che Manny Lawson al 3° down venga tolto per fare spazio a Green, Robert Green è un buon giocatore che di tanto in tanto assesta anche il big play, ma viste le capacità di Lawson nel contesto del 3° down io lo terrei assolutamente in campo con l’ordine di dare la caccia al qb avversario, a mio avviso Lawson al 3° down potrebbe essere un giocatore capace di spezzare in due una partita, di assestare i sacks che ci mancano al 3° down, di mettere quella pressione necessaria a rovinare lo schema offensivo avversario e di costringere il qb a prendere rischi che potrebbero portare ai turnovers che non assestiamo. Se ci fate caso se al 3° down la difesa mette pressione al qb avversario è perché si crea la situazione della coverage pressure, del coverage sack, ossia le secondarie coprono tutti i ricevitori avversari, il qb non lancia perché non ha giocatori liberi e alla fine arriva la pressione della linea. Lawson in questo contesto potrebbe essere veramente capace di fare la differenza, senza nulla togliere a Green.
Per quanto riguarda il primo tempo vorrei muovere una critica a Martz per la gestione degli ultimi minuti di gioco, vista la vittoria credo che si possa muovere una critica costruttiva in tutta serenità: prendiamo palla a 2:39 dalla fine del primo tempo sulle 47 dei Bills, ovviamente i 7 punti sarebbero eccelsi, ma considerando che i Bills hanno il primo possesso nel secondo tempo 3 punti non sono da considerarsi una sconfitta e a sostegno di ciò vi invito a vedere come i Giants domenica nel primo tempo hanno accumulato il vantaggio che poi nel secondo tempo hanno incrementato fino a battere agevolmente i Redskins nella sfida di Washington: 7 – 0, 10 – 0, 13 – 0, nel primo tempo. La strategia di Martz sono 3 passaggi e punt perché dopo un completo di 5 yards al primo down arrivano due incompleti con la difesa schierata a difendere i lanci, dopo il primo completo potevamo tranquillamente sfruttare la formazione allargata non tanto per lanciare, ma per correre e a mio avviso avere più possibilità di conquistare un primo down che ci avrebbe permesso oltre che di mangiare più tempo sul cronometro e farci morire la palla in mano nel 2° quarto (per come si dovrebbe ragionare in quelle situazioni), anche di calciare quanto meno un field goal per spezzare in due l’incontro e andare avanti di più di una segnatura. Fortunatamente durante il successivo drive dei Bills Willis compie il big play forzando un fumble che Roman ricopre sulle loro 41, un’azione che ci permetterà di calciare un difficile field goal di 50 yards che la gamba bionica di Nedney metterà tra i pali dandoci il vantaggio di 10 punti. Stendiamo poi un velo pietoso sullo squib kick di Nedney successivo alla segnatura!
Nel terzo quarto la partita continua sulla falsa riga del primo tempo, il problema maggiore è che dopo un bel drive difensivo in apertura siamo costretti ad una posizione di partenza molto brutta, le nostre 13, non riusciamo ad uscire da lì e alla fine paghiamo con un field goal lo sforzo offensivo dei Bills che si riportano ad una sola segnatura di distanza, ma anche qui è da sottolineare la capacità di dominare nella nostra red zone della nostra difesa.
Successivamente a ciò si sono spalancate le porte di un ultimo quarto da brivido e da infarto, uno di quei quarti dove la tensione ti fa magiare un paio di anni di vita, dove per chi fuma si spalancano a ripetizione gli astucci delle sigarette e dove ad ogni gioco si urla o di gioia o di dolore. Però se sta volta si può individuare un colpevole per il quarto quarto da brivido non lo individuo in nessuno sulla side line, sta volta voglio permettermi di criticare una nostra stella: Frank Gore.
Il mio intento non è muovere una critica gratuita o voler screditare quello che è uno tra i migliori giocatori del nostro roster, domenica sera ad esempio non ha stampato una prestazione da 150 yards ma le sue corse e i suoi guadagni se pur piccoli ma costanti sono stati fondamentali alla vittoria finale, il problema per Frank è stato quel maledetto fumble, nessuno afferma che le condizioni del terreno non erano infami, ma non si può commettere fumble soprattutto quando non si è placcati! Dopo un inizio di stagione in cui Gore non ha praticamente commesso fumble nelle ultime poche partite Frank ne ha persi 4, e questo è un lusso che non ci possiamo permettere, ma non solo noi, nessuno può permettersi di perdere tutti questi possessi, nemmeno i Titans o i Giants. Fra l’altro la cosa che più fa rabbia e che il fumble è avvenuto dopo aver chiuso il down e quindi in un momento in cui avevi conquistato un primo e 10 sulle loro 24 a 3:47 dalla fine del terzo quarto.
Mi permetto di criticare costruttivamente Gore semplicemente per il fatto che quello era un drive importantissimo per gli esisti finali della partita, in sostanza da quel drive dipendeva pesantemente la conquista della W: facciamo lo sforzo di immaginare che invece del fumble il nostro drive offensivo fosse continuato, era un drive ben orchestrato e dal lungo possesso, sullo stampo del drive che ci aveva consentito di mettere i primi 7 punti sul tabellone, se ne fossero arrivati altri 7 con ogni probabilità sul 17 a 3, praticamente a fine terzo quarto e con quelle condizioni climatiche avremmo potuto affermare di esserci conquistati la W, i Bills non sarebbero mai riusciti a rimontare 14 punti in 15 minuti, anzi forse con tutta probabilità sarebbero potuti scappare turnovers in nostro favore. Anche se da quel drive fossero giunti solo 3 punti ci saremmo messi in una posizione del tutto privilegiata di poter gestire con calma gli ultimi 15 minuti di football con 2 segnature di vantaggio, un modo di giocare assolutamente diverso che dover difendere contro una squadra che tenta il tutto per tutto, che rischia il tutto per tutto per cercare il pareggio attraverso un’unica azione, già perché con il possesso della palla i Bills erano ad un gioco dal pareggio. E non voglio approfondire il discorso sull’inerzia della partita, quando hai l’inerzia della partita se riesci a mantenerla puoi fare veramente di tutto.
Un roco Joe Starkey ha trovato un filo di voce per intervenire sull’accaduto in attesa degli esiti del challenge affermando che quel gioco all’interno di quel drive era il gioco che avrebbe potuto decidere gli esiti della partita per i niners, io concordo pienamente con Starkey.
L’errore di Gore ci ha costretto a soffrire, soprattutto ha costretto la difesa a fare gli straordinari, una difesa capace di fermare l’attacco avversario, di tenere alla grande all’interno della nostra red zone ma che comunque si è portata dietro il problema al 3° down fino a 5 minuti dalla fine. Da quell’errore abbiamo dovuto subire il veemente tentativo dei Bills di impattare l’incontro e per 13 minuti abbondanti il pallino dell’incontro che precedentemente al fumble era nelle nostre mani è stato saldamente nelle mani della squadra dello stato di New York.
1.000 flessioni di punizione a Keith Lewis per la violenza non necessaria sul ritorno di punt (tanto per non lasciare nulla al caso!)!
Dopo il 2° errore di Lindell che colpisce il palo sinistro del goal post per la seconda volta riprendiamo le redini del match, gestiamo bene, facciamo scorrere il cronometro fermandoci praticamente ad un primo down dalla vittoria. Se mi permettete di dirle proprio tutte sulla chiamata di revers ho tirato giù tutti i santi e mi sono fortemente alterato con Martz: le mie opinioni possono anche valere meno di un centesimo, ma sul 2° e 8 a 2:34 dalla fine il chiamare una revers è un’assurdità veramente fuori da ogni logica, già solo per l’handoff che è molto più rischioso rispetto ad un handoff canonico, ma è proprio un’azione che potrà anche dare buoni risultati, ma di per sé è troppo rischiosa, poi voi che mi leggete lo sapete, la revers e l’end around sono due giochi che non rientrano proprio nel mio playbook personale, figuriamoci se me la sfoderano in quella situazione e a quel punto della partita!
Godiamoci questa bella vittoria primo perché inaspettata secondo perché venuta contro una buona squadra, sta volta non abbiamo battuto né i Lions né i Rams; nel complesso non abbiamo giocato male e abbiamo dimostrato di saper fare buone cose. È una vittoria molto significativa perché ci può far comprendere il valore del roster a disposizione, all’inizio della stagione credo che un po’ tutti pensavamo che questa squadra potesse combattere per raggiungere la post season e vista la conferenza in cui ci troviamo credo che un po’ tutti potevamo pensare che raggiungere i playoffs non sarebbe stata questa impossibile impresa. Purtroppo abbiamo dovuto fare i conti con le incapacità di Nolan che ci sono costate un’altra stagione finita dopo appena 8 partite. A mio avviso i Bills sono una squadra che si colloca appena al di sotto delle squadre che andranno ai playoffs, quindi una squadra di un certo livello, il batterli nella loro fredda ed inospitale tana rafforza i miei convincimenti sul fatto che già così per come siamo messi questa squadra in post season avrebbe avuto ottime possibilità di andarci. Con Nolan al timone no, ma con Singletary che mi da l’impressione di essere l’uomo adatto al posto che ricopre sì. Detto questo convincimenti e proclami non contano nulla, conta solo quello che dimostra il campo e sul campo Singletary per la statistica ufficiale in 5 partite è a 2W e 3L, anche se tutti quanti noi sappiamo bene che la prima sconfitta contro i Seahawks dell’era Singletary è molto poco imputabile allo stesso neo head coach.
Ora prepariamoci ad ospitare i Jets di Brett Favre, nonostante la pessima partita disputata dai Jets contro i Broncos, una partita che abbiamo anche avuto l’opportunità di vedere, non dobbiamo pensare che i Jets sono in crisi ma che dovremo affrontare una squadra molto forte e solidissima; i Broncos possono essere utili per valutare alcune cose che mettono in difficoltà i Jets. Domenica prossima sarà molto importante riuscire a stabilizzare il gioco di corsa, attenzione non è semplice correre contro la squadra di Mangini, difensivamente in media concedono 78 yards a partita sulle corse ma forse un modo per metterli in difficoltà è insistere, il fulcro centrale della run stop dei Jets è Jenkins, il numero 77, Jenkins è una forza della natura capace di assestare giochi importanti anche con due giocatori addosso, oltre a raddoppiarlo costantemente (mi raccomando Heitmann concentrato) possiamo sfruttare un paio di fattori: primo, Jenkins a lungo andare avrà bisogno di riposo, non potrà giocare tutti gli snap difensivi, per questo credo che dovremo avere una strategia fatta di pazienza ed insistere colpendo ripetutamente con le corse proprio nel concetto di scardinare lentamente la difesa avversaria. Secondo, credo che schierando formazioni offensive a più ricevitori possiamo costringere i Jets a schierare difese maggiormente portate a difendere sui passaggi, quelli saranno altri momenti in cui far correre Gore. Ovviamente per vincere non bisogna solo correre ma anche lanciare efficacemente. Sul gioco aereo le secondarie dei Jets lasciano il tempo che trovano, sono vulnerabili quindi penso che per una volta gli schemi aerei di coach Martz saranno utili alla causa. Non è però da tenere meno in rilievo il fatto che sui passaggi i Jets soffrono le traiettorie di TE, FB e RB, quindi strategicamente è da considerare molto le traiettorie medie mentre i ricevitori portano in profondità le secondarie.
Tutto ciò sarà possibile se manterremo la partita aperta, se non concederemo segnature che spezzino in due l’incontro e quando giochi contro Favre questo è un fattore da tenere in altissima considerazione. Offensivamente forse l’arma più letale di tutte di cui dispongono i Jets sono le corse, sono molto bravi nel correre sia al centro che all’esterno della tasca, off tackle e sweep sono le tracce con cui riescono a spezzare in due la difesa avversaria e siccome noi se non concediamo un gioco da 60 yards di corsa a partita non ci sentiamo bene su questo fattore dovremo prestare la massima attenzione, la difesa dovrà giocare swarming, essere reattiva e di vitale importanza saranno i bloccaggi effettuati dalla linea difensiva e dal linebaker esterno che se ben fatti consentiranno al middle linebaker e alle safety di chiudere le corse. Su questo non si deve esitare! Offensivamente Mangini ha un gioco aereo che possiamo paragonare con le dovute differenze a quello che giocavamo con Turner, usano molti screen, a destra, a sinistra e al centro e comunque hanno uno sviluppo molto orizzontale del gioco, si settano molto bene con i bloccaggi per favorire il guadagno dopo la ricezione ed anche in questo contesto valgono le cose dette per difendere le corse: swarming, svolgere bene il proprio ruolo e massima reattività. Ovviamente in tutti e due i contesti non bisogna sbagliare placcaggi, ce la possono far pagare con 7 punti! Ovviamente Favre lancerà anche lungo, magari non lo fa più con la frequenza di quando giocava con i Packers, ma il suo braccio può essere sempre un’arma devastante, senz’altro andrà profondo almeno una volta a quarto, per limitarlo sarà necessaria la pressione e ricordiamoci che Favre è capace di inventare anche se messo sotto grossa pressione, ma non mettercelo significherà agevolarlo e agevolare uno come Favre è sempre una scelta perdente. A proposito, domenica contro Denver Favre ha lanciato male, sì, qualche palla l’hanno droppata i suoi ricevitori ma nel complesso non era in serata, lanciava sempre fuori bersaglio e quelli che possono apparire come errori dei ricevitori in realtà erano lanci troppo fuori bersaglio di Favre, non pensiamo minimamente che Favre contro di noi lancerà allo stesso modo! Rispettiamolo altamente! E aspettiamoci che alla fine della fiera le sue 300 e passa yards su lancio le guadagnerà.