No, non siamo ancora al sospiro di sollievo; no, ancora il fango che ha appesantito i nostri regali stemmi è lontano dall’esser tolto ma dopo tanti, troppi anni passati a commiserarci, finalmente lasciamo il Bill Walsh Field a testa alta lasciandoci sfuggire un sospiro di soddisfazione e forse un ghigno, uno di quelli che pregni di significato escono dal profondo.
È una di quelle occasioni in cui è un peccato che tutto sia finito, si è presi dalla voglia di restare un po’ lì, seduti su quelle gradinate che trasudano storia e si ha voglia di lasciarsi inebriare da quelle sensazioni che pur se lontane nel tempo sembrano vive e sembrano parlarti ancora; è una di quelle volte in cui hai la sensazione che sia accaduto qualcosa. Anche se nell’irrazionale mente del fan è lecito chiedersi se veramente sia accaduto qualcosa, non è lecito porsi tale questione ma semplicemente abbandonarsi a quella sensazione di appagamento mentre si guarda lo stadio che pian piano si svuota.
Nelle ultime settimane un po’ tutti coloro che hanno la briga di perdersi nei meandri delle discussioni footballistiche d’oltre oceano hanno assistito e sono stati testimoni dell’esaltazione della squadra che domenica abbiamo affrontato, più di qualcuno ha affermato che a Febbraio sarebbe stato New York – New York lo scontro che tutto il mondo avrebbe apprezzato, credere o meno al classico campanilismo dei Newyorchesi è un altro discorso, fatto sta che sta volta senza sé e senza ma l’avversario era di quelli veramente d’alto rango, uno di quelli che se incontra una squadra 4W 8L ne fa un sol boccone, lo distrugge calpestandolo come fa un carro armato che passa attraverso una cascina.
Ma non sempre ciò corrisponde a realtà, non sempre quello che rappresenta stereotipicamente un piccolo gradino da superare in realtà si mostra tale, perché dietro a tutto c’è un contesto, dietro ogni evento una storia e la nostra, di storia, ultimamente sta virando, verso dove non possiamo saperlo, e scaramanticamente non è lecito indagare, ma sta virando: 3 Wittorie in 4 partite, chi l’avrebbe mai lontanamente immaginato quando qualche mese fa pensavamo a questa fase di campionato? Chi lo avrebbe pensato dopo aver ospitato gli Eagles o dopo la trasferta dai campioni del mondo?
Eppure ora la rigenerante realtà è questa.
Che partita che abbiamo disputato! Al di là della situazione specifica di punteggio non ho mai avuto la sensazione di non essere totalmente padrone della situazione, mai, nemmeno quando ci hanno pareggiato la prima volta, e nemmeno quando lo hanno fatto la seconda; tra l’altro due particolari situazioni, non la tendenza dell’incontro, ed infatti una difesa strepitosa ha sempre avuto il perfetto controllo delle operazioni, non ha mai concesso perché ha dominato; ha capitolato sull’unico bel drive dei nostri avversari e lo ha rifatto dopo un turnover corrispondente con l’unico vero grosso errore commesso dal nostro qb: Hill; fatto sta che nemmeno il commettere 5 fumble ha intaccato la nostra difesa.
Forse la qualità migliore di questa partita è il saper riconciliarci con le nostre preoccupazioni, Manuski sembra finalmente divenuto quello per cui con tanta insistenza l’avevamo sedotto per farlo nostro, la difesa nemmeno sembra più allenata dallo stesso coordinatore dell’era Nolan! Eppure egli e il medesimo!
Quante volte il dubbio ci attanagliava su nomi tipo Franklyn? Quanti di noi e quante volte abbiamo espresso dubbi su questo o quel giocatore difensivo? Eppure son sempre loro, riprendendo una battuta che si fa per le strade di San Francisco, gli avranno cambiato il menù nella mensa di Santa Clara! La cosa che maggiormente mi ha impressionato è stata la continua capacità della difesa di costringere l’attacco guidato da Favre praticamente al nulla, di impiegare il tempo di un 3 & out o giù di lì per lasciar spazio al nostro attacco: dominati, non riesco a trovar altro modo di definire tale prestazione!
Forse sarà stata una giornata particolare, forse domenica il Parco naturale in cui è costruito il vecchio Candlestick, appunto il Candlestick Park, emanava un’energia di saggezza che si è insinuata in tutti i presenti, ma lo stesso attacco, pur nel vezzo assolutamente deprecabile di commettere 5 fumble e lanciare un intercetto non è stato quell’attacco spregiudicato e irrazionale che pur con tanto sforzo noi poveri figli del W.C.O. non riusciamo a comprendere più di tanto. Vogliamo dire che domenica Martz è stato incomprensibile? Vogliamo affermare che domenica Martz è stato spregiudicato? Irrazionale? Che non ha saputo gestire? Che si è limitato ad esaltare il suo sistema e le sue filosofie? Vogliamo affermare tutto ciò? Siamo in democrazia, esiste la libertà di farlo, ma sta volta si commetterebbe un grosso errore! Già perché sta volta a Martz non possiamo muovere nessuna di tali accuse perché a mio avviso non ha sbagliato una mossa che è stata una, sta volta ha usato il cervello per come a noi piace che venga usato, ha corso quando doveva correre ed ha lanciato quando era necessario farlo, ha addormentato la partita quando era da addormentare e l’ha accesa osando quel che è necessario osare quando è stato il momento di vincere. Mai abbiamo sparacchiato nel profondo mucchio sperando che qualcosa accadesse, mai abbiamo perso il barlume nemmeno quando costretti ad affrontare la conversione di down da 20 yards, abbiamo colpito come e dove era necessario colpire. Anche per Martz sta volta va un vittorioso plauso.
E che si continui così! Credo sia la speranza e l’augurio di tutti!
I Jets sono famosi per essere la 3° squadra nella NFL in quanto a tempo di possesso, beh… amici miei, domenica la palla per 40 minuti è stata nelle nostre mani!
I Jets sono famosi perché hanno un qb che anche quando gioca male lancia 300 yards, beh… Brett il grande s’è dovuto accontentare di un 150 e passa yards!
I Jets sono famosi perché hanno un solido e dominante gioco di corsa, beh… un po’ lo abbiamo accusato, ma in fondo, volendo tirar le somme è veramente poco quello che gli abbiamo concesso!
I Jets sono famosi perché non è né lecito né possibile corrergli contro, beh… abbiamo corso agevolmente anche contro 7 uomini nel box! Ed è stata veramente una disdetta che Frank all’inizio del secondo tempo si sia infortunato perché ero certo che la soddisfazione di correre 100 yards contro quella difesa se la sarebbe tolta. Purtroppo non ne conosco le condizioni, l’unica informazione che ho è che i raggi X hanno avuto esito negativo quindi anche se infortunata la caviglia non ha avuto traumi gravi, ma nemmeno Singletary ieri sera sapeva dirci di più e solo gli approfondimenti sapranno svelarci cosa in realtà ha la caviglia della nostra stella. Ovviamente si spera di vederlo in campo in Florida.
Non so se anche chi mi sta leggendo ha avuto la stessa sensazione che ho avuto io durante la partita, ma mi sembra come di scorgere che dopo tanto tempo la squadra si stia modellando attorno ad una amalgama che da anni non riusciamo a trovare; che Singletary riesca in questa magia? Ho come la sensazione che pian piano, attraverso l’aggiustamento dei particolari si stia creando qualcosa di concreto, per fare un esempio se ci riuscite vi invito a reperire l’intervista di Singletary alla KNBR dopo la partita, si parla di Davis e del fatto che ha giocato una gran bella partita sia quando è stato chiamato a giocare da bloccatore aggiunto sia quando è stato utilizzato fuori dal back field a ricevere, Singletary ha risposto esponendo tutto ciò che pensa di Davis e in pratica ha affermato che Vernon è il giocatore maggiormente incompreso di questa squadra, è un leader e gli altri sono contenti di seguirlo e che per il futuro prevede solo che grandiose cose per lui.
Io sto notando una cosa, e non l’ho notata solo io, anzi, questi giocatori sono felici di giocare per Singletary, gli assistenti man mano si trovano sempre più in armonia con Singletary… basta pensare alla linea offensiva, fino a qualche tempo fa non gli avremmo dato un sesterzo ed ora hanno dominato senza troppe difficoltà il fronte 7 dei Jets… forse una delle capacità maggiori di Singletary sta nel saper far esprimere le caratteristiche delle persone e di farle esprimere nella maniera più conveniente per la causa della squadra, un qualcosa che è il preludio a saper formare quella che è una squadra, ossia quella cosa che noi da troppi anni non siamo. Con gli esempi forse si capisce di più, pensate ad Adam Snyder, con Nolan era costretto a giocare in un ruolo che non era il suo ed in cui oltre a non esprimersi bene per quelle che sono le sue caratteristiche rimediava figuracce; una situazione che ovviamente mette sotto grossa pressione il giocatore che accumula frustrazione che a catena non può che peggiorare le sue prestazioni; con le mosse di Singletary Snyder gioca in un ruolo decisamente più suo, un ruolo che ha occupato come principale sin dall’università, ma soprattutto è un ruolo in cui fa bene e gioca esprimendo le sue capacità.
Mi accodo a chi pensa che forse il più vistoso cambiamento che Singletary ha saputo infondere a questa franchigia è riassumibile nella mazzata che Patrick Willis domenica ha dispensato, Patrick che comunque non è un giocatore che di suo ci va piano, ha assestato quel tipo di giocata che durante il Superbowl con appagata soddisfazione rivedremo in quei filmati del tipo: "Big Hits of the Season!"
È giusto godere e gioire di questa vittoria perché è venuta contro una grande squadra, ma forse, per una volta dopo tanti anni è anche giusto rallegrarsi perché York ha azzeccato una mossa, forse possiamo anche gioire del fatto che questa squadra ha una prospettiva (non per quest’anno, ma credo sia lecito il vedere una prospettiva, una proiezione concreta per le battaglie che dovremo combattere nel prossimo) ovviamente senza dimenticare tutti i problemi che questa squadra ha e su cui bisogna intensamente lavorare e migliorare, vedi i 5 fumble (tanto per citare qualcosa di inerente a domenica, ma ce n’è d’altro!).
Io sono molto curioso di vedere come Singletary si muoverà alla draft ed in free agency, anche perché mi permetto di affermare una cosa: Mc Cloughan qualche mossa l’avrà anche sbagliata, ma in generale mi sembra che i giocatori che ha portato a San Francisco se utilizzati con saggezza riescono anche a produrre buoni risultati.
Siamo quasi al termine di quest’articolo che da quando scrivo su questo sito credo che senza troppa difficoltà possa essere messo in archivio come l’articolo alla partita più bella, consistente e significativa giocata dai 49ers, ma prima di concluderlo voglio dare uno sguardo alla penultima trasferta della nostra particolare stagione. Si andrà nel sud della Florida per giocare quella sorta di derby che c’è tra i 2 stati del sole, del mare, delle spiagge e delle belle ragazze… se avessero le meravigliose montagne Californiane potremmo inserirvi anche le montagne nella disputa ma loro oltre a non avere San Francisco e la Baia non hanno nemmeno le montagne… quello che hanno è una grande e forte squadra di football, purtroppo nemmeno ricordo se quest’anno li ho visti giocare i Dolphins, comunque nonostante ne conosca le fattezze bisognerebbe avere filmati freschi per provare ad immaginare quello che potrà essere lo scontro in campo e i punti fondamentali in cui tale scontro ne vedrà decise le sue sorti, ciò che penso però, e che può essere inteso anche come uno stimolo od una provocazione, è che delle 3 rimaste sarà la partita più difficile, soprattutto se mancherà Gore e non per togliere nulla a Foster, quest’ultimo un giocatore che sin da prima di giocare il Superbowl con i Panthers mi ha da sempre esaltato. Vediamo che ne uscirà fuori, vediamo di cosa saremo capaci, vediamo se avremo la capacità di confermare ciò che in queste domeniche abbiamo costruito… vediamo… sono molto curioso… non vedo l’ora di giocarla!
A 3 settimane dal termine della Regular Season è d’obbligo soffermarci qualche istante in preparazione del ricco menù che la Post Season ci sta per servire, in due parole e solo per far d’appunto vediamo:
AFC
I Titans (12W 1L) sono campioni della AFC South e tranne sconvolgimenti di sorta hanno praticamente conquistato il vantaggio campo ai playoff; seguono ai titani due squadre che per la bellezza della lega sono in diretta disputa per la stessa divisione (AFC North) gli Steelers (10W 3L) e i Ravens (9W 4L), credo sia lecito pensare che entrambe indipendentemente dalle sorti della lotta alla divisione andranno al playoff. Ma attenzione per Baltimora, così come per i Colts (9W 4L) secondi ai Titans, c’è un problema chiamato AFC East: Jets, Patriots e Dolphins tutti quanti a 8W 5L, le sorti di questa divisione verranno decise nelle prossime tre partite, una andrà in post season, una fuori e l’altra dovrà lottare parecchio, vincere allo stesso modo e pregare gli Dei del Football che una tra Baltimore e Indianapolis venga meno nelle prestazioni. Nella AFC West anche se nulla c’è di deciso possiamo anche dare i Broncos (8W 5L) come vincitori di divisione e protagonisti di una casalinga wild card.
NFC
Qui già c’abbiamo due campioni di divisione, i Giants (11W 2L) nella NFC East in piena corsa per conquistare il vantaggio campo ai playoff e i Cardinals che con il loro non dominante ma sufficiente 8W 5L conquistano la NFC West. In piena ma difficile lotta per il vantaggio campo in post season si ergono i Panthers (10W 3L) che però ancora hanno da battagliare duramente nella NFC South con i Bucs (9W 4L) e con i Falcons (8W 5L). da questa divisione probabilmente verrà fuori la prima che andrà in trasferta alle wild card, e l’altra da dove uscirà? Senz’altro non dalla NFC West, dovevamo cacciare una o due domeniche prima Nolan il chiacchierone! La divisione più in forma per partorire l’ultima pretendente alla post season sembra, dunque, la prima citata, la NFC East, dove i Cowboys (8W 5L) hanno il loro bel da fare contro degli agguerriti e convinti Eagles (7W 5L 1T) ed i Redskins (7W 6L). ma attenzione perché la minima distrazione in questa divisione potrebbe far eleggere a sfornatrice dell’ultima squadra della post season un’altra divisione: nella NFC North i Vikings (8W 5L) troneggiano ma non son certo stabili, son seguiti dai Bears (7W 6L) che a loro volta oltre a tentare l’arrembaggio ai vichinghi potrebbero giocare brutti scherzi ai signori che seguono i Giants nella NFC East.
Tanto per pregustare il ricco menù della prossima giornata ecco servito l’antipasto:
NO @ CHI
TB @ ATL
WAS @ cin
TEN @ hou
det @ IND
gb @ jac
sd @ kc
sf @ MIA
BUF @ NYJ
sea @ stl
MIN @ ARI
PIT @ BAL
DEN @ CAR
NE @ oak
NYG @ DAL
cle @ PHI
In grassetto e maiuscolo le squadre o in lotta o già nei playoffs.