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Andrea Brizzi




23 novembre 2008.

Nel nostro piccolo....
di Andrea Brizzi

Nel nostro piccolo, di squadra che non ha da chiedere gran che alla stagione in corso, di squadra con mille problemi e vicissitudini da affrontare e risolvere… beh, nel nostro piccolo il nostro dovere l’abbiamo fatto. E l’abbiamo fatto pure bene!

Abbiamo giocato contro una squadra a pezzi, che non in tutte le partite viene massacrata per come avvenuto domenica, ma che in sostanza è tra le peggiori della lega, non per offendere, ma è una di quelle squadre che rappresenta il livello più basso di forza nell’attuale NFL.

Questa premessa è necessaria per tenere a mente il fatto che non abbiamo livellato i Titans o i Giants. Però detto questo è da sottolineare l’ottima partita disputata dalla nostra franchigia, un team che forse è finalmente allenato da una persona che svolge bene il proprio lavoro. Ad onor di cronaca è da ricordare che anche all’inizio del campionato incontrando una squadra di pari livello dei Rams, mi riferisco ai Lions, Mike Nolan riuscì a far giocare la sua squadra in un modo del tutto similare a quello in cui abbiamo giocato e vinto domenica. È però vero che l’impressione, per lo meno personale, sia che contro i Rams abbiamo dominato maggiormente, abbiamo giocato e dominato l’avversario concedendoci il lusso di giocare un secondo tempo tra i più positivamente noiosi degli ultimi tempi, un tipo di noia dovuta al fatto che la partita era vinta e messa in cascina dopo i primi 30 minuti di football.

Partendo dal fatto che se allenati decentemente io considero i 49ers una squadra che può tranquillamente lottare e raggiungere i playoff aggiungo che contro i Rams abbiamo semplicemente fatto il nostro dovere, in maniera egregia, ma non abbiamo compiuto l’impresa.

Spendendo due parole sulla partita possiamo dire che l’abbiamo iniziata bene, anche se al secondo gioco dopo aver guadagnato 37 yards ci si è strozzato l’urlo in gola per il fumble di Gore. Ma poi il tutto prende i debiti e vincenti binari, andiamo in vantaggio, dominiamo l’attacco avversario con una buona difesa che ogni tanto si concede qualche svarione e poi dilaghiamo in un secondo quarto d’antologia: difesa straordinariamente perfetta in ogni suo movimento ed intervento ed attacco che segna in tutti i modi, per via aerea e per via terrestre con differenti schemi.

Non so quanto tempo era che in 15 minuti di football non mettevamo sul tabellone 28 punti e devo dire che fa piacere tornare a riassaggiare certe sensazioni!

La partita finisce qui, è qui che conquistiamo la W.

Anche se un po’ tutti pregustavamo un secondo tempo in cui stampare sul tabellone almeno un’altra ventina di punti, ciò non si è concretizzato. Intelligentemente abbiamo virato sul versante conservativo e probabilmente dobbiamo ringraziare coach Singletary, non ho alcuna informazione in merito ma se conosco un po’ Martz credo che se avesse avuto carta bianca avrebbe provato a giocare un po’ più aggressivo. Comunque in linea di massima gestiamo benino una partita già conclusa, affermo ciò perché comunque le partite si possono gestire meglio anche se è logico che in tali situazioni è umano che la concentrazione venga un po’ meno. La stessa difesa si siede sul profondo e controlla bene l’attacco avversario, concede qualcosa ma non segnature rapide, che è il succo del gestire difensivamente partite già vinte. 2 field goal nel 3° quarto ed una meta strappataci sul 2 minutes warning il magro ed ormai inutile bottino dei Rams nel secondo tempo.

Come detto ottimo primo tempo e buon secondo tempo di gestione. Il secondo tempo però può essere utile per qualche riflessione: il lavoro che spetterà a Singletary nel resto della stagione (e credo per la prossima) a mio avviso deve concentrarsi sulla psicologia della nostra squadra, non intendo in specifico la concentrazione, un qualcosa che mi sembra già essere aumentato in modo apprezzabile, ma intendo proprio nelle psicologia, spesso si ha la sensazione che alcune cose non riescano per convinzione. Un discorso questo da prendere con le relative molle perché gli errorini sia in attacco che in difesa sono da contestualizzare all’interno del secondo tempo e non con la partita sul filo. C’è stato un episodio molto interessante nei nostri primi tre giochi del 4° quarto: 3 false partenze consecutive, Mike Singletary durante l’arco degli accadimenti non ha detto niente, non ha spiccicato parola. Potrebbe sembrare qualcosa di negativo, ma a mio avviso che di un po’ di psicologia me ne intendo, si tratta della mossa perfetta da compiere in quell’istante: sbraitare poteva mettere sotto pressione i giocatori che comunque stavano affrontando un primo down all’interno delle nostre 10, la situazione di punteggio ci permetteva tranquillamente di non fare tragedie dell’accaduto e comunque alla fine il primo down lo abbiamo convertito. Il comportamento di Singletary può favorire una presa di coscienza serena dell’accaduto ai giocatori dell’attacco, una sorta di spazio di riflessione che possa insegnare qualcosa ai nostri giocatori superando "l’evento traumatico" attraverso quella che comunque è stata un’esperienza positiva (la chiusura del down) e che quindi può essere simbolizzata da un auto ironico sorriso di auto rimprovero. Mi fermo qui perché non voglio stressarvi con gli incasinamenti psicologici, ma credo che Singletary abbia tenuto il miglior comportamento possibile nel contesto di quei fatti.

Vorrei far notare come Vernon Davis da quando c’è Singletary abbia un altro animo.

Un’altra questione su cui sarà da lavorare sono i placcaggi sbagliati in difesa.

Tutte queste questioni, indipendentemente dal modo positivo o meno di affrontarle, vanno risolte e come si suol dire non devono più vedersi in campo.

Domenica facciamo una visitina al Texas Stadium, per l’ultima volta nella nostra storia giocheremo in uno stadio che nel passato ha visto determinarsi pagine importantissime anche della nostra storia, non solo quella della NFL, pagine sia positive che negative. I Dallas Cowboys si stanno giocando le loro possibilità di accedere alla post season e non possono permettersi errori in questa ultima e decisiva fase di stagione, a mio avviso non sono una squadra di forza assoluta, ma per noi rappresenteranno un serio banco di prova per capire qualcosa in più sul lavoro che Singletary sta svolgendo con la nostra squadra. Logicamente non si può pretendere niente da un Head Coach appena nominato tale e che già si è dimostrato capace di portare maggiore serenità, determinazione e che sta rimettendo in riga la nostra franchigia. Certo anche a me piacerebbe rovinare la domenica ai Cowboys… vedremo cosa accadrà, sono molto curioso. Ricordo a tutti che al Texas Stadium si gioca alle ore 10 della costa occidentale, quindi significa che in Italia il kickoff verrà calciato alle ore 19.

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