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16 settembre 2005.

Carramba che sorpresa!
di Davide Gabino

Eccovi servita la novità di stagione: una vittoria in regular season, e non dite che pure la regular season non conta nulla perché altrimenti m'adiro.

Lo so, lo so, siamo solo all'inizio, e se ricordiamo la prima vittoria di Erikson alla guida degli orocremisi contro i Bears avremmo dovuto vincere almeno tre SB, invece...

Ma non disperiamo e diffidiamo delle cassandre.

Qui la situazione è ben diversa, tutti mi sembrano ben consci dei limiti della squadra nonostante la vittoria e tutti ben intenzionati a porvi rimedio, o almeno a provarci mentre al tempo di Telefonino tutto sembrava occappa, invece...

La squadra è innegabilmente giovane e inesperta, almeno a prima vista, ma può contare su alcuni aspetti interessanti.

La difesa sì subisce, ma non si è spezzata contro un attacco, quello dei Rams, che di certo non ha bisogno né di presentazioni né, soprattutto, di alcun rodaggio visto che funziona come un orologio.

Quindi un plauso a quella che tutti (vero?) consideravamo una risorsa della squadra una volta recuperati i vari titolari dagli infortuni.

E, soprattutto, ha dimostrato di sapersi adattare ai cambi di formazione proposti da Nolan per contrastare la potenzialità di fuoco dei ragazzi di Martz che non hanno lesinato giocate spettacolari, portando a casa, però, solo tre miseri field goal durante i primi due quarti (totalizzando una misera percentuale del 20% sulle realizzazioni all'interno della red zone). Purtroppo un fumble di Barlow ha ridato un'insperata iniezione di fiducia a St. Louis che ha fiutato l'odore della preda lanciandosi in una furiosa rimonta che poteva culminare nella beffa per gli orocremisi. Fortunatamente, o volutamente, l'ennesima sorpresa della giornata, un intercetto del nostro nickelback Adams (quasi umiliato durante tutta la gara da Holt, Bruce e soci) ha messo a segno la giocata che ci ha permesso di portare a casa la prima vera vittoria da molto tempo a questa parte, soprattutto nei tempi regolamentari.

Ma la prova maiuscola della difesa si può riassumere nella prestazione della linea e soprattutto di Bryant Young, vero e proprio incubo di Bulger: alla fine i nostri si portano a casa sette, diconsi sette sacks ai danni del QB avversario.

Veramente una voglia di scrollarsi di dosso i torpori della passata gestione salutare anche per noi tifosi.

Finalmente abbiamo degli special teams: non solo Lee, ma anche un kicker (Nedney, anche se gli anni scorsi, a parte Pepè Cortez, non ci hanno lesinato buoni kickers) e soprattutto delle squadre speciali che riescono a mettere a segno giocate decisive, come con Fred Amey e il suo punt return da 75 yard direttamente in meta.

Come ultima chicca inserisco i trick plays e l'esplosività dell'attacco nel secondo tempo, capace di infilare tre TD tra il secondo e l'inizio del terzo quarto, mettendo in mostra un buon affiatamento tra i ricevitori (Lloyd e Battle) e Rattay.

Tutto bene? Purtroppo no e il problema maggiore si è rivelato nel reparto corse: sicuramente Barlow è riuscito a segnare un TD fondamentale, ma senza rivelarsi un'arma dalla quale i Rams si siano dovuti guardare.

Le corse, e non lo scopriamo certamente adesso, sono uno strumento essenziale per controllare il tempo e i dati parlano chiaro: i Rams, anche se hanno lanciato molto (34 completi su ben 56 tentativi per 316 yards di Bulger), si sono tenuti la palla ovale per il doppio del tempo rispetto ai Niners (40 minuti contro 20). Le corse sono mancate agli orocremisi specialmente nell'ultimo quarto, quando era essenziale spezzare il ritmo del ritorno di St. Louis. Non meno consolante è la media delle portate (1,6 yards), veramente risibile (riesco a farne di più io con un passo solo) e il solo first down conquistato con un gioco di corse contro i dieci raggiunti tramite i lanci (contro i 7 e 19 dei Rams). Urge trovare un rimedio, sia nell'organizzazione della linea d'attacco, sia negli schemi e, forse, pure nei giocatori: diciamocela tutta, Barlow non ha mai veramente convito nessuno, e se veramente si sente forte, è meglio che cominci a dimostrarlo, altrimenti sarebbe ora di dare spazio ad altri giocatori, tanto, peggio di così. A proposito, Barlow, con il suo fumble, ha dato il là per il recupero di St. Louis. Non che la colpa sia sua, ma ha sicuramente contribuito a creare quel "momentum" che non è una versione della Volvo, ma l'inerzia della partita a favore dei Rams.

Credo che Nolan stia compiendo un buon lavoro e sappia molto bene dove si deve intervenire. Non possiamo predirre quante partite i Niners riusciranno a vincere, ma è innegabile che solamente questa vittoria abbia grandemente contribuito a risollevare l'animo ad un ambiente che ha passato un inverno e una primavera da incubo, tra ribaltoni, soffiate, videocassette scandalistiche e altra feccia che speriamo di riuscire quanto prima a lasciare alle spalle per ridare almeno quel poco di onore che manca da qualche anno dalle parti del Golden Gate.





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