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5 novembre 2004.

Come volevasi dimostrare
di Davide Gabino

Prima di iniziare, saluti al nuovo arrivato Brizzi.

Auguri.

Prima o poi qualcuno doveva sbottare.

Sinceramente mi sembrava strano che nessuno dei giocatori orocremisi fosse uscito con qualche dichiarazione succulenta.

Mancando Big Mouth T.O., effettivamente era difficile trovare qualcun'altro che potesse sostituirlo.

Ed infatti, egli è insostituibile, e vincerà il Super Bowl. Forse.

Però qualcuno ha parlato. Eccome.

Trattasi di Fred Beasley, il nostro super fullback. E non si è trattato di una passeggiata.

La critica è circostanziata e riguarda i "giovani" di belle speranze che forse mai si avvereranno che, secondo il veterano, poco si danno da fare per dimostrare di possedere il "sacro fuoco della vittoria".

E sono mazzate, soprattutto per i ricevitori, dei quali non fa i nomi, ma che tutti hanno inteso.

Insomma, essi sembrano più interessati alla conta dei (pochi) palloni che ricevono a partita che non ad analizzare se hanno effettivamente giocato al massimo delle loro possibilità per consentire alla squadra di vincere.

Perdendo essa costantemente, probabilmente è inutile che si interroghino più di tanto, verrebbe da dire.

Però la scossa potrebbe tornare utile, provenendo da qualcuno che ha dimostrato con i fatti e non con le parole, di saperci fare.

Ed è comprensibile lo stato d'animo dei pochi veterani rimasti che, comunque, qualcosa dei "glory days" hanno assaporato.

Frustrazione, impotenza nel riuscire a cambiare lo stato delle cose di fronte al grande sacrificio sull'altare del salary cap che s'è mangiato 11 titolari della scorsa stagione.

La frase che più mi ha colpito è stata la risposta al giornalista che chiedeva a Beasley se ne avesse parlato prima con i suoi compagni chiamati in causa: "è perfettamente inutile, le parole entrano da un orecchio ed escono dall'altro".

Sinceramente sono molto preoccupato.

E dall'altra parte degli USA vengono le sibille di un certo Garcia, che lancia missili a chi pensava che giocare con questi Niners fosse facile, difendendo la posizione di Dorsey, che ultimamente è stato "mollato" anche dai suoi più fervidi sostenitori.

Il buon Sergente afferma che ci vuole altro che coraggio per giocare dietro una linea d'attacco che non esiste, trovandoti sempre in faccia gli avversari manco i tuoi uomini fossero trasparenti.

I superstiti della vecchia-nuova linea sono Kyle Kosier, Kwame Harris, Brock Gutierrez e Justin Smiley, e loro sono gli imputati per un attacco asfittico a dir poco, e da queste parti non è la prima volta che si afferma qualcosa del genere.

Quindi, di conseguenza, il secondo a risentirne è Barlow, che sta collezionando una media imbarazzante di 3,6 yard per portata.

I ricevitori fanno tutti abbastanza pena, tranne Eric Johnson, che con i Bears è stato bellamente dimenticato portando a casa solo una ricezione per nove yard.

Quindi è il turno di Dorsey, che dalle mie parti non gode di molta stima.

Ed è un peccato, perchè il ragazzo ha sicuramente una nota positiva, cioè che nonostante tutta la pressione che riceve dalle difese avversarie, è ancora integro, mentre Rattay appena lo tocchi si frattura.

Se Ken fosse un po' più Tim saremmo a posto. Ma così non è, almeno per il momento. Io rimango sempre in attesa di una gradita smentita da quello che per molti è ancora il QB del futuro orocremisi.

Erickson non sa più che pesci pigliare e adesso per lui tutto fa schifo: però qualcosa da salvare c'è.

Todd Peterson è il primo della lista: una macchina, se poi mette anche i FG da più di cinquanta yard siamo a posto.

Andy Lee non è male come punter.

Eric Johnson lo abbiamo già citato, e se lo merita.

Arnaz Battle che, anche se non ha fatto grandi cose, non è male come punt returner.

Jamal Robertson che ha collezionato una media di 22,4 yard per ritorno di kickoff, sono sempre meglio che niente.

Tim Rattay, che con 92,5 di QB rating e 1177 yard di passaggi ci fa sognare ogni tanto, se fosse solo meno fragile.

La difesa tutta, l'unico reparto che si salva a partire dall'immarcescibile Tony Parris, la vera anima del reparto e della squadra, e Derek Smith, tutti e due sopra i 40 tackle a testa. Due veri pilastri.

Come vedi, coach Erickson, qualcosa di buono c'è, non scoraggiarti troppo, le colpe non sono solo tue.

Purtroppo il tuo datore di lavoro c'ha le tasche più vuote delle mie oppure non vuole cacciare un centesimo che sia uno.

E tu ti ritrovi senza giocatori validi in attacco perchè te li hanno venduti tutti; senza adeguati rinforzi, tanto che per trovare qualcuno che sostituisca un titolare dobbiamo andare a cercare tra i resti degli scarti delle altre squadre, e metà squadra infortunata. E forse anche senza troppe idee tue e dei tuoi collaboratori.

Fatti coraggio Coach.

Come ho detto, i Niners si meritano qualcuno che abbia un sacco di soldi e che, soprattutto, abbia voglia di spenderli per la causa, per rinforzare la squadra e costruire quel benedetto stadio nuovo che tante revenues porterebbe nelle sue saccocce.

Altrimenti, altro che 2006, altro che austerity.

York ha molto tempo per pensare alla scusa con la quale ci tromberà nel 2006, quando scopriremo che anche senza salary cap, i Niners e tutti noi continueremo a rimpiangere quei bei tempi andati.

Io tengo le dita incrociate già da adesso. Che male...





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