Mi sono accorto che ultimamente non ho praticamente scritto nulla sulle prestazioni dei Niners, ma ero coscientemente più interessato alla questione societaria, la prima causa di tutti i mali.
Senza polemica, vorrei intervenire sulla questione Rattay-Dorsey sollevata da Andrea Brizzi.
Effettivamente sono stato un fervido sostenitore di Rattay fin dall'inizio, valutando che non c'erano alternative e, credo, non può essere negato che il buon Tim abbia giocato immensamente meglio di Ken nella prima parte della stagione.
Dico che Dorsey ha ampiamente deluso nelle sue prime uscite (45,4 di rating contro i Seahawks e 41,7 contro i Bears) e non temo smentite.
Ho,però, sempre affermato che Rattay giocava incerottato, considerato che mai si è completamente ripreso dall'infortunio del training camp e da altri misteriori acciacchi che ne hanno sempre inficiato l'efficacia.
Poi, anche Tim ha cominciato, evidentemente, a risentire di una forma di "ansia da prestazione" oppure di semplice paura: più si andava avanti con la stagione, più il numero dei sack aumentava. E, soprattutto, il gioco di corsa si affievoliva.
Nonostante i lanci rappresentino il vertice spettacolare del football e tutti rimangono estasiati dai "QB heroics' ", una squadra che si voglia vincente non può prescindere dal suo halfback e dal suo fullback. Se essi non "tirano", allora il QB si trova costretto a lanciare e lanciare, perchè sa che non ha nessun'altra alternativa. E quindi forza, e sbaglia. Se poi il tuo QB non si chiama Joe Montana, allora le speranze si riducono ancora di più.
Credo che le attenuanti per Rattay siano molte e non trascurabili, quindi non mi posso dire completamente d'accordo con l'analisi minuziosa di Andrea Brizzi che, però, forse era troppo "specifica".
Credo che ascrivere le colpe al solo Rattay sia un poco eccessivo, oltre che riduttivo, così come, da parte mia, sarebbe un errore cestinare senza altre prove d'appello Ken Dorsey, che ha giovato di un gioco di corse ritrovato da un insperato Hicks e da una linea offensiva esaltata dalle offese di tal Barlow nella sua positiva gara contro Arizona.
Penso che, comunque, tutti noi siamo d'accordo almeno sul punto da ritenere indispensabile almeno un test con Cody Pickett.
Essendo i Niners in prima fila per la prima scelta al Draft 2005, si è ipotizzato pure la chiamata di un QB nuovo, sempre che come ho già detto, Donahue non decida, da quel fine stratega che è, di sprecare tutto. I nomi sono Aaron Rodgers da CAL e Matt Leinart da USC.
Ma non sarà quella la scelta più importante.
York doveva mantenere il legame col passato, con la nostra storia, fatta di bel gioco anche quando, negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, non si vincevano i Super Bowl (Tittle, Brodie, McElenny ecc.), invece che di buttare tutto alle ortiche.
Capisco tutti i problemi di "dead money" che i Niners hanno, ma nessuno mi può venire a dire che non si poteva cercare di tirare avanti per altri due anni fino al 2006 (e la fine del salary cap), o sperare in un tetto salariale più abbondante nel 2005 (come già si prevede, e non grazie al merchandising dei Niners...), invece che spazzare tutto solo per far vedere che si è bravi anche senza l'aiuto del passato.
E i risultati si sono visti e si vedono.
Stiamo parlando di uno (assieme a sua moglie Denise DeBartolo-York) che vorrebbe farsi passare per una specie di Babbo Natale buono e comprensivo, ma che conta le bottiglie che vengono consumate durante gli allenamenti e che ha fatto piazza pulita di tutte le foto di Eddie DeBartolo e delle glorie passate dagli uffici.
Insomma, è meglio che cominciamo a pensare che stiamo tifando per una franchigia che ha ottenuto l'espansione e che il prossimo sarà, per noi, il nostro "expansion Draft".
Che tristezza.