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24 Marzo 2006

Non lo so, non lo so, non lo so
di Gianluigi Piscitelli

Non lo so dove stiamo andando, dove andremo a finire e quanto tempo ci vorrà.

So che ce ne vorrà tanto a ritornare poco ridicoli o pochissimo se, al contrario, l’obiettivo è ottenere lo scalpo di Mike Nolan.

L’approccio alla free agency è stato strano, faccio fatica a decidere se mi piaccia o meno, perché i Niners, titolari di un raggio di azione di circa 20 milioni di dollari, non solo hanno lasciato andar via tre giovani pezzi pregiati quali Peterson, Carter e Lloyd, ma non hanno neanche portato a casa nessuna firma di particolare rilievo, se si esclude la necessaria acquisizione di Antonio Bryant.

Dovessi giudicare l’operato della squadra alla sola luce del dato numerico appena riportato e della qualità dell’attuale roster, il giudizio sarebbe catastrofico a dir poco e sarebbe ulteriormente aggravato dalla constatazione che negli ultimi novanta giorni si è invano cercato di mettere sotto contratto un esperto negoziatore cui affidare la gestione della contrattualistica.

Già relegati in fondo alle classifiche di rendimento sia per l’attacco, sia per la difesa nel 2005, la versione 2006 degli "orocremisi" appare oggi destinata ad un futuro costellato di simili tribolazioni, perché non solo non si è praticamente aggiunto alcun giocatore, ma si sono anche persi alcuni dei pochi appena decenti di cui si disponeva.

Poche righe, ma piene di devozione, devo ammetterlo, però una simile disamina, seppur apparentemente corretta, rischia di essere riduttiva e quanto mai lontana dalla verità.

Quanto segue deve necessariamente partire da una premessa, ovvero quella che Nolan ha contezza della qualità del personale a sua disposizione (che è tendente a meno infinito) ed è consapevole di non essere "one player away" dai play offs (con l’inciso che le possibilità del ritorno agli ulteriori fasti sono tanto più alte quanto più questa premessa è vicina alla verità).

Diretto corollario di quanto sopra è che la ritrovata capacità economica, dovuta anche alle epurazioni passate (unico parziale merito di TD), non può consentirci di tenere un approccio alla free agency simile a quello di Danny Boy Snyder e quindi di strapagare qualunque giocatore appena decente sia free agent.

Questo perché, mettendo sotto contratto un giocatore di grido, i Niners non trarrebbero alcun concreto utile se non quello di vincere cinque partite anziché quattro e, peraltro, finirebbero per aggravare la loro futura situazione salariale.

Confesso che mi avrebbe fatto assai piacere ingaggiare Chris Hope o Will Demps per coprire il buco che abbiamo al centro della secondaria, oppure provare ad affiancare David Givens ad Antonio Bryant, tenere Peterson ovvero ingaggiare il suo rimpiazzo tra i vari Ayodele, Witherspoon o Arrington e, ancora, a corteggiare un CB tipo Charles Woodson o Andre Dyson.

Il problema è che tutti i giocatori che ho nominato hanno preteso o pretendono una marea infinita di soldi e non solo non li valgono, ma sono convinto che se il nuovo CBA non avesse previsto un aumento di 17 milioni del tetto salariale, non li avrebbero mai visti neppure con il cannocchiale: lasciando perdere i due contratti da trenta milioni di Carter e Randle-El, pensate che Hope valga i 5 milioni all’anno che gli daranno i Titans? Oppure che Peterson meritasse diciotto milioni di dollari garantiti, di cui solo dieci quest’anno?

Sono convinto di no e mi fa piacere che i nostri siano rimasti spettatori di questa folle corsa al rialzo e abbiano realizzato solo qualche piccolo acquisto mirato, con la speranza di trovare una gemma alla Mike Vrabel oppure di farsi piacevolmente sorprendere da uno dei tanti giovani senza nome che affollano il roster.

Di certo non fa piacere aver cullato per dieci giorni il sogno che Peterson non avesse mercato e che, magari grazie anche alla sospensione biennale della licenza del suo agente, saremmo riusciti a trattenerlo, e men che meno realizzare che ci aspetta un altro anno tribolato con una difesa colabrodo.

Ma se questo è il prezzo da pagare per tornare grandi, allora, forse, vale la pena ingoiare bocconi amari per un altro paio di anni.

Infine due parole, ancora premature, sul Draft.

Al momento il candidato alla sesta scelta assoluta dovrebbe essere uno tra A.J. Hawk, Vernon Davis e Mike Huff, ovvero un OLB, un TE ed un DB (più S che CB). Nel caso del LB e della S, la loro eventuale selezione andrebbe a riempire un buco nel roster, che è povero in entrambi i ruoli, mentre per il ruolo di TE dovremmo di nuovo poter contare su Eric Johnson. Ma la considerazione che The Duke sembra veramente un mostro, ha fatto dei workout pazzeschi, ha corso le 40 in 4 e 38, ha una forza notevolissima e tanto altro ancora, ivi compresa la possibilità che si trasformi nella necessaria valvola di sicurezza di Alex Smith e che di LB il Draft è ricco, mi fanno al momento aspirare alla sua selezione.

L’unica obiezione sarebbe la sindrome di Mamula, cui ho fatto cenno sul forum, ovvero il timore che Davis si dimostri un semplice "workout wonder" e non sia in grado di sfruttare sul campo le sue immense capacità atletiche, come accaduto appunto all’ex LB degli Eagles, che fu scelto per settimo nel 1995, ma si è rivelato un bust.

Ma le immagini disponibili in rete, che vanno pur sempre prese col beneficio dell’inventario, rendono questa preoccupazione piuttosto infondata: Davis è troppo fisico per un CB e troppo veloce un LB, non ha paura dei contatti, ha delle ottime mani.

Secondo me Smith sta facendo le preghiere …

P.S. E’ veramente gratificante impiegare una settimana a scrivere un pezzo giustificativo della inerzia dei Niners nella free agency, finirlo e poi essere smentito dall’ingaggio di Larry Allen per due anni per una cifra che oscilla tra i 4 ed i 5 milioni di dollari all’anno.

La linea d’attacco necessitava di profondità, questo è certo, però non sono del tutto convinto che prendere un giocatore di 34 anni a fine carriera e per tutti quei soldi possa essere la soluzione più corretta, soprattutto considerando che c’erano ancora sul mercato Ashworth (poi finito a Seattle) e Neal, rispettivamente T e G dei Patriots, ovvero due buoni giocatori acquisibili a prezzi magari più modici.

La decisione di prendere Allen può però essere ricercata nella volontà di portare leadership ed esperienza nel nostro giovane reparto offensivo, nonché di far svolgere all’ex mandriano un ruolo importante nella crescita di Smiley, Baas, Snyder, Heitman e Harris – cioè di quelli che potrebbero essere la nostra linea d’attacco per il prossimo decennio. Con l’ulteriore precisazione che magari quest’ingaggio è una manifestazione di fiducia nei confronti del reparto ed in particolare delle sue guardie, poiché è stato scelto un grande veterano che non può essere destinato a soffiare il posto ai giovani nel lungo periodo e che, comunque, magari sottrarrà a Smiley, Baas e Heitman del playing time, ma non certo di più di quanto non avrebbe fatto un altro free agent meno attempato.





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