Toh, abbiamo battuto i Rams.
Veramente soddisfacente.
Ero tornato pigramente a casa alle 11 e 30 di domenica sera, convinto di trovare i nostri con un pingue svantaggio contro i caproni e con l’halftime show già ultimato, ed invece mi sono trovato di fronte quei simpaticoni della FOX a mostrarci Brandon Lloyd in meta per il 21–6.
Glisserei sui commenti e le risatine di Johnson e Bradshaw, che sono stati psicanalizzati sia sul nostro forum che oltreoceano, perché quel che conta è che, alla fine, malgrado tutto, i Niners hanno retto e portato a casa lo scalpo degli odiati arcirivali.
Devo confessare che il mio pensiero su cosa fosse importante è figlio semplicemente dell’andamento dell’incontro e della natura degli avversari.
Quello che mi aspetto dalla stagione non è vincere 5, 6 o più partite, raggiungere i playoffs, anzi ritengo che il numero di vittorie che totalizzeremo sia un particolare quasi irrilevante.
La mia speranza è che il primo anno della cura Nolan serva a guarire la mentalità perdente che negli ultimi anni si è impossessata della nostra decaduta franchigia e che quindi il nostro rookie head coach ed il suo staff riescano a trasformare quella che negli ultimi anni è sembrata poco più che una banda di "sfessati" in una squadra disciplinata, unita, tosta, grintosa, appassionata ed affamata.
Da quello cui abbiamo potuto assistere nei primi sei mesi di cura e nella prima partita sembra che il dottore sia capace e che il paziente stia rispondendo bene alla terapia, tant’è che ieri si è riusciti in un’impresa duplice, ovvero battere un avversario sulla carta molto più forte di noi e riuscire a vincere una partita che l’anno scorso si sarebbe persa grazie al solito suicidio collettivo.
Certo c’è mancato veramente poco a fare harakiri, ma è la dimostrazione che quest’anno c’è qualcosa in più, proprio a livello mentale: basti pensare che la difesa dei Niners è stata in campo il doppio di quella dei Rams, che il confronto tra le yards guadagnate è improponibile, così come quello dei primi down e delle conversioni al terzo, che nel secondo tempo abbiamo totalizzato solo cinque primi down, che al momento decisivo Barlow ha perso la palla, che l’ultimo drive dei Rams è iniziato con una penalità di B. Young.
Però abbiamo vinto.
Perché questa volta, al momento in cui è stato necessario realizzare una giocata decisiva, la difesa è riuscita a fermare "the greatest show on turf", peraltro con il giocatore più vittimizzato nel corso della partita.
A voler buttare lì un paragone azzardato, mi vien voglia di dire che San Francisco ha giocato alla New England, nel senso che non ha dominato la partita, anzi, però nei momenti decisivi ha giocato meglio degli avversari, li ha fatti sbagliare e quindi ha vinto.
Certo i Patriots hanno un gioco di corse ed un attacco in generale più efficace, però c’è tempo anche per questo.
Per il momento godiamoci quindi quanto di buono fatto vedere dai nostri, a cominciare dal coaching staff che non ha praticamente sbagliato una chiamata, da Otis "nonchiamatemipiù Fred" Amey e dalle squadre speciali, da Rattay che ha fatto i compiti per tre quarti e non ha perso palloni nel quarto, dalla versalità di Arnaz Battle e soprattutto dalla difesa, che ha giocato molto meglio di quanto non dicano i numeri.
Proprio a proposito della difesa, Nolan ci ha tenuto a congratularsi con il suo coordinatore Davis che ha chiamato da solo moltissimi giochi, dimostrando notevole elasticità, nel senso che ha modificato le chiamate alla luce dell’andamento della partita; in particolare ho letto che nell’azione, definita la più importante dall’head coach, in cui Parrish ha negato a Curtis un TD certo, Nolan ha chiesto a Davis se, tenuto conto di posizione, down e distanza, era quello il gioco da chiamare e si è sentito rispondere che lo schema aveva già funzionato prima …
Magari tutto questo sarà anche normale, però da noi non c’eravamo più abituati.
Domenica prossima il compito è più difficile, perché Philadelphia non può partire 0-2 e TO sarà indemoniato, ma, come ho detto, perdere ci sta, anzi, ben venga, l’importante è che a perdere sia una squadra che ha giocato con convinzione e con passione e non "quella che passava di lì per caso" che abbiamo visto scendere in campo negli anni del telefonino.
Quanto al resto del mondo, in campo non c’è più Jerry Rice e mi dispiace tanto che non abbia resistito una decina di giorni in più perché magari oggi si ritroverebbe a ricevere palloni da Brett Favre, visto l’infortunio a Javon Walker.
Questa boutade ha natura provocatoria, ma credo che sarebbe stato quantomeno affascinante vedere Rice e Favre giocare insieme e magari chiudere insieme la carriera.
Dopo la prima giornata, in ogni caso, mi sembra non gli si possa dare torto di essersi – finalmente – stancato di giocare, visto quello che ha combinato Denver contro Miami.
Per il resto, anche se la prima giornata va presa con il beneficio dell’inventario, a naso non direi che ci sono state grandi sorprese, quindi butto lì consueti propostici di inizio anno.
E comincio con un interrogativo, che poi è quasi uguale a quello che sono posto l’anno scorso, soprattutto durante i play offs, ovvero perché New England non dovrebbe vincere di nuovo?
Più che per l’assenza di Bruschi ed il ritiro di Ted Johnson, forse perché quest’anno i Colts saranno finalmente in grado di prendergli le misure oppure perché Big Ben è il dio del football ed a gennaio giocherà molto meglio dell’anno scorso o perché la difesa dei Chiefs, indipendentemente dal fatto che domenica aveva di fronte i Jets, è veramente arrivata all’altezza del loro attacco.
Propendo per la prima ipotesi, così Peyton ed i suoi rappresenteranno l’AFC a Detroit.
Dall’altra parte, non è che ci siano facce diverse, perché Phila ed Atlanta dovrebbero essere le migliori con i Falcons, anche alla luce del successo nel Monday Night, che sembrano aver ridotto il gap che li separa dagli Eagles, anche se devo confessare che la fascinazione indotta che provavo per Minnesota è scemata solo a causa della sconfitta rimediata a domicilio dai Bucs.
Allora direi che al Super Bowl ci vanno ancora una volta gli Eagles, ma anche questa volta usciranno sconfitti, magari 31 – 20.