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27 settembre 2004.

ZERO
di Gianluigi Piscitelli

Oregon State ha perso la terza partita stagionale, 27-17 contro Arizona, e non ci sono notizie sulla prestazione di Sabby Piscitelli.

Visto che non c’è niente da dire su mio "cugino", mi rifaccio con il mio "gemello": T.J. Houshmandzadeh, ricevitore dei Bengals al quarto anno – l’anno prossimo è free agent – ha festeggiato il proprio compleanno con la migliore prestazione della carriera: 7 ricezioni per 116 yards nella netta sconfitta contro i Ravens. Fino ad ora ha avuto poco spazio (ha davanti Chad Johnson, Peter Warrick e Kelley Washington e per di più l’anno scorso è stato infortunato), ma è un giocatore interessante ed emergente.

Quando T.J. ed io avevamo solo 13 giorni, il 9 ottobre 1977, i Niners hanno giocato in casa contro Atlanta, perdendo 7 – 0.

Ventisette anni e 420 partite dopo, lo zero ha rifatto capolino nella casella dei punti realizzati da San Francisco. 0 – 34, shut–out a Seattle.

Il risultato è sufficientemente eloquente. I numeri della partita lo sono ancora di più: 15 primi downs in meno, duecento yards in meno, quattro yards a gioco in meno, quattro turnovers in più, un FG sbagliato in più. Se fate il calcolo fa giusto trentaquattro a zero.

D’altra parte gli esperti lo avevano detto: mai come quest’anno San Francisco rischiava di vedere interrotta la serie (ovviamente record) di partite in cui non era stata lasciata a zero e, in effetti, è stata solo una questione di tempo.

Dispiace che in due settimane si siano interrotte due serie positive probabilmente ineguagliabili, il dispiacere aggiunto è che una delle due l’abbia interrotta una squadra che cordialmente detesto, ma di fronte alla quale c’era ben poco da fare, visto il talento di cui dispone in ogni reparto.

Dei Niners che volete che vi dica? Dovrei continuare ad inventare di sana pianta, quindi mi limiterò a dire che è successo l’inevitabile, visto che l’avversario è fuori dalla nostra portata, soprattutto nel nostro stato attuale di "ospedale semovente" (espressione adoperata in altri tempi dal mitico Flavio Tranquillo, a Irvin, quando Rice attraversò in motorino la difesa dei Cowboys, Meron Hanks ci deliziò con la sua chicken dance ed Elvis Grbac sostituì Steve Young in modo perfetto, per un 38 – 21 contro i futuri campioni).

Siamo al baratro? Forse si, ma non dimentichiamo che questo è l’anno 0 o meno 1, quindi è meglio dimenticarsi di essere una squadra abituata a dispensare shut–out piuttosto che a riceverli e "rassegnarsi" in maniera costruttiva alle disfatte che seguiranno.

Anche perché la prossima volta che la squadra si riunirà in sala video per studiare il filmato della partita avrà veramente tanto da imparare vedendo da un parte i propri errori e, dall’altra, l’esecuzione perfetta degli avversari, soprattutto quando si tratta di approfittare degli errori altrui.

Il tutto con l’augurio che tra un paio d’anni Spencer, Smiley, Kosier e compagnia saranno il fulcro di una giovane squadra emergente ed arrabbiata che avrà in mente solo di ricambiare il favore a falchetti ed altre bestie varie.

Magra consolazione?

Si va bene, ma che senso ha un atteggiamento diverso? Lasciando anche perdere la volontà di avere una scelta alta al Draft 2005, che è un pensiero obiettivamente prematuro, a cosa possiamo aggrapparci se non a considerazioni tipo "abbiamo perso solo di tre e potevamo vincere" oppure "abbiamo perso (ancora), ma abbiamo giocato meglio" ed alla speranza che la squadra, pur consapevole dei suoi limiti, scenda in campo ogni domenica (maledetta?) non rassegnata, ma comunque desiderosa di vincere e/o fare bene?

Secondo me a ben poco, quindi teniamoci stretti quel poco di positivo che ogni sconfitta (ehm, ogni partita) ci riserva, ammesso che ci sia, perché alla fine mancano solo altre 29 partite e la primavera 2006 non è poi così lontana.

A Seattle, per esempio, il punter ha giocato benissimo (… almeno fino a quando non scoprirò che il FG sbagliato da Peterson non è stato causato da un suo errore) e, credetemi, questa è una notizia che sarebbe stata ottima anche in una qualunque delle ultime 420 partite disputate dai Niners.





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