Tesoro, ma non è una palla ‘sto draft?
Si certo!
E allora perché te lo vedi?
…
Da vedere, il Draft è veramente una palla, lungo, interminabile. Inutile.
Se ti casca praticamente il WR più dominante degli ultimi due anni di NCAA, tuttavia, la faccenda cambia.
Michael Crabtree a San Fra, ovvero, per parafrasare T.O.rrisone, Michele Granchioalbero nella Baia, con infiniti ringraziamenti ad Al Davis che al numero 7 ha scelto il ricevitore più veloce disponibile.
Potenzialmente una scelta che cambia molto, addirittura stamattina, mentre avevo uno dei consueti momenti di lucidità nel bagno (con lo spazzolino in mano), ho pensato anche a seri profili scaramantici che saranno certamente in grado di fare cambiare rotta alla nostra once proud franchise.
I Niners sono chiaramente oggetto di un "curse", una maledizione auto inflitta che probabilmente nasce nella cacciata di Eddie De Bartolo, ma prende definitivamente forma nella sciagurata decisione di non selezionare il ragazzo di casa, quello che da bambino andava alle partite ed era presente a "The catch", nel Draft del 2000, quando cioè i nostri hanno preferito Giovanni Carmazzi, QB da Hofstra, cioè un college di prima divisione, a Tom Brady.
Tanto per capire, i Red Sox, colpiti da "the curse of the Bambino" per aver ceduto Babe Ruth agli Yankees, hanno dovuto attendere 86 anni prima di poter vincere nuovamente le World Series (peraltro grazie ad un memorabile recupero da 0-3 a 4-3 proprio con gli Yankees).
Magari adesso San Fran, selezionando questo ragazzo del Texas, tifoso dei Cowboys, sorprendentemente snobbato da 9 squadre prima dei 49ers ed in particolare dai Raiders, ha trovato un sistema per interrompere la maledizione di Brady …
E poi mica hanno preso un giocatore in un ruolo qualsiasi, hanno preso un ricevitore, come 24 anni fa (quando Crabtree era forse solo la spes di un essere umano e giocatore NFL), quando un ragazzo di un college di prima divisione, fino ad allora praticamente mai sentito, che non era certo noto per il suo tempo sulle 40, resistette fino alla sedicesima scelta e non fu il primo nel suo ruolo ad essere selezionato, ma il terzo. A chi lo strapparono i Niners? Ai Cowboys, che sceglievano con il 17. Con chi orchestrarono la necessaria trade per scendere da 29 a 16? Con i Patriots, obviously, cioè la squadra di Brady.
A parte questa inutile digressione, il titolo serve per descrivere sia il mio stato d’animo, sia quello che credo sia lo stato della franchigia, nonostante la selezione di Crabtree.
I Niners hanno offerto nuovamente il lato peggiore di sé impiegando circa un mese per scegliere l’erede di Mike Martz (nonché il sesto offensive coordinator in sei anni), in Jimmy Raye, ovvero un onesto professionista che non figurava tra i papabili impegnati nel primo giro di interviste, il tutto dopo essere stati snobbati da vari allenatori, tra cui Linehan che ha preferito andare ai Lions (con il loro poco edificante 0-16).
L’approccio alla free agency è stato molto low profile, se non fosse stato per il fatto che la nostra inteligentia ha avuto la brillante idea di ospitare Kurt e Brenda Warner nel tentativo di strappare il QB ai nostri rivali divisionali.
Non so perché i Niners lo abbiano fatto e perché Warner abbia accettato. In argomento può dirsi tutto ed il contrario, anzi già è stato fatto. Il punto è che i 49ers ne sono usciti male, perché nessuno credeva nelle loro possibilità di assicurarsi Warner ed i nostri sono sembrati gli unici a non capire che il QB era lì solo per mettere paura e strappare più soldi ai Cardinals. Il tutto con buona pace dell’autostima di Shaun Hill ed Alex Smith (contratto ristrutturato).
Dopodiché si è speso tendenzialmente poco, per prendere un ricevitore giovane, che ha una storia di infortuni alle spalle e che è stato lasciato andare da una squadra di livello e che ha usato una prima scelta proprio per un ricevitore.
Quanto al Draft, Crabtree è una scelta potenzialmente fantastica.
Delle sue 231 ricezioni negli unici due anni in cui ha giocato al college (il primo lo ha saltato per infortunio, perciò era eleggibile) la più impressionante resta quella che ha sancito la vittoria dei suoi Red Raiders contro Texas nell’anno appena trascorso.
Doveva essere uno dei primi tre giocatori selezionati, forte si potersi fregiare del merito di essere l’unico ad aver vinto per due volte il Biletnikoff Award (da chi prende il nome il premio? Da un giocatore dei Raiders, sempre obviously) e poteva tranquillamente andare a Seattle (nonostante T.J.) e poi in ciascuna delle squadre che ha scelto dal 5 in poi (ipotizzando Cleveland al posto dei Jets).
Nessuno ha potuto osservarlo da vicino né alla combine né in seguito a causa di una frattura da stress al piede, che si porta indietro da un po’ e che lo ha costretto a finire sotto i ferri, e questo potrebbe aver fatto spaventare papabili "acquirenti".
Ciononostante, alcuni erano preoccupati del suo tempo sulle 40 yards (quale non so, vedi sopra. E comunque vedi sopra) e del fatto che non è alto 6 e 2 come ci si attendeva, ma solo 6 e 1 (stiamo parlando di ben due centimetri e mezzo, nisi me fallit!).
Un altro possibile deterrente è la sua presunta mentalità da "diva" (avrebbe fatto indisporre Mangini, ad esempio), tanto che Sportsline, nella persona di Pete Prisco, ha valutato B- la scelta dei Niners.
A me le dive piacciono. Fin quando restano entro i confini della diva vera e propria e non sfociano nella sua degenerazione (il "cancer", come è stato definito il buon vecchio Terrell Ownens) avere un ricevitore diva è quanto di meglio possa esserci.
Prima del Draft non sapevo che pesci pigliare. A chi dedicare una spem?
Tre sono i ruoli che meritano assoluto intervento: pass rusher e nose tackle, pedine chiave della 3-4 che continuano a mancare, ed uomo di linea d’attacco.
Ed allora, dei pass rushers disponibili al 10 non ero convinto: di Orapko, Maybin, Brown e compagnia avevo letto qualcosa che mi lasciava perplesso. Sempre ed in ogni caso.
NT, dunque. Il prospetto c’era e come. B.J. Raji, monumentale omone babyface da Boston College, che però sarebbe risultato positivo alla marijuana, sempre nisi me fallit. Per alcuni sarebbe sceso di parecchio. Alla fine mi ero convinto che poteva essere un’ottima scelta e che le c@ssolate, soprattutto se isolate, non possono segnarti per sempre. Sul punto, vedi Warren Sapp.
Uomo di linea, o meglio offensive tackle. I due teoricamente migliori, Smith e Monroe sarebbero stati belli ed andati. Poi c’era Smith, da Alabama, che qualche grattacapo poteva darlo: cacciato dalla squadra prima dello Sugar Bowl, sparito improvvisamente dalla combine, assente al pro day. Recentemente avevo letto che, nonostante tutto ciò, è uno che quando scende in campo ti toglie i difensori di torno. Lo avrei preso.
Altro papabile Oher, ma di lui non mi piaceva il fatto che era da molti considerato un reach al numero 10.
Tutto molto bello, ma non ero convinto.
Mi chiedevo se fosse stato disponibile un ricevitore come Maclin, di cui leggevo un gran bene, cosa avrei sperato.
E la risposta a questa domanda doveva dipendere, nella mia mente, da cosa volevo dai Niners.
Voglio dei Niners che tornino ad essere una macchina da punti, mi rispondevo, e sono stanco di vedere i giocatori più esplosivi vestire casacche diverse da quella oro rossa (a proposito, da quest’anno si cambia e si torna all’antico: rosso e bianco, senza più l’ombra nera).
Non ho mai seriamente considerato Jenkins, CB/S da Ohio State, anche se nel ruolo di safety abbiamo evidenti lacune.
Non ho mai considerato il QB, ovemai uno tra Stafford e Sanchez fosse scivolato fino a noi. In realtà ci speravo, ma solo perché mi auguravo una trade con Denver o con Jets o Bucs.
Negli ultimi giorni il mio amore per Maclin è cessato, la trade down era pressoché impossibile, ed avevo limitato le mie speranze a Raji, Smith ed al giocatore che forse stava guadagnando più posizioni, cioè Jackson, DE finito addirittura a Kansas City come terzo assoluto.
Non credevo ai Mock di King e Banks su CNNSI che ci davano Crabtree. Anzi mi faceva rabbia essere illuso.
Durante il Draft, quando Crabtree ha scapolato Seattle ed i Jets sono piombati su Sanchez, ho iniziato a sperare.
Per il resto:
1. non ho capito la trade con Carolina: sul punto v. forum;
2. non ho idea di cosa volessero fare con il 10, dando per scontato che non si aspettavano Crabtree. Onestamente non credo che abbiano cambiato i loro piani per i giri successivi;
3. Coffee dovrebbe risolvere i problemi di chiusura dei "down e poco";
4. il LB sembrerebbe un buon placcatore, ma un po’ lento (tanto c’è P. Willie);
5. Nate Davis, chissà. Ho letto il report, secondo me è contraddittorio;
6. TE bloccatore. Si chiama Bear, Orso, come il picchiatore in "Lo chiamavano Bulldozer", con Bud Spencer. Rimpiazza Bajema;
7. Safety. Necessario.
8. NT. Vedi al 7.
Restano fuori il pass rusher e la linea.
Non so se hanno fatto bene a non rinforzarsi, probabilmente no.
Sempre probabilmente, credono di avere in casa il pass ruher nella persona di Haralson, cui hanno prolungato il contratto poco tempo fa.
Quanto alla linea d’attacco, sperano che il suo valore sia quello della fine del 2008 e non dell’inizio, in ciò aiutati anche dall’accantonamento Jay TurnOver, dall’assenza dei seven step drops di Martz, dai cambi fatti in corso d’opera (Rachal su tutti) e dalla schiena Marvel Smith.
Sulla linea sono più fiducioso.
La difesa non è un gran che, forse danno per scontate troppe cose: troppi giocatori sono chiamati al salto di qualità, ma non credo che i vari Sopoaga, Franklin, Mc Donald, Balmer, Evans abbiano il talento necessario.
Almeno che l’attacco ci faccia divertire!