27 agosto 2008.
L'operazione Granchio.
di
Gianluigi Piscitelli
Il granchio è come il polipo: deve cuocere nel suo brodo.
E se il granchio in questione proviene dalla Baia di San Francisco ed è servito in uno dei ristoranti del Pier 39,
il suo brodo è ancora più buono.
Ho accolto con grandissimo entusiasmo la selezione di Michael Crabtree con la decima scelta al Draft.
Ho pensato che tutto lo yakking in ordine alla sua natura di diva fosse irrilevante:
in un mondo perfetto vorrei solo ricevitori come Marvin Harrison oppure Isaac Bruce,
ovvero professionisti di un altro pianeta, che collezionano 8 silenziose ricezioni a
partita, un migliaio di yards all'anno, il tutto condito da una decina di TDs, senza
mai far parlare di sé fuori dal campo.
Anzi, senza mai parlare.
Non sono così pretenzioso e se alla mia squadra piovesse dal Cielo un Chad Ochocinco me lo
prenderei di corsa e volentieri, con il suo bagaglio comprendente il nome delirante, gli
show prima, durante e dopo la partita, le celebrazioni da 15 yards di penalità, i tweets e quant'altro.
Terrell Owens no perché, malgrado lo adori e ritenga che sia uno dei più forti ricevitori che abbia
visto giocare, in grado di dominare fisicamente un difensore come pochi e di essere sempre presente e
decisivo nei momenti cruciali, il nostro ex WR è un "cancer", uno che spacca lo spogliatoio, che punta
il dito, che crea malcontento e malumore.
Non so a categoria appartenga Michael Crabtree, perché lui nella NFL non ci è ancora arrivato.
Ma se il buon giorno si vede dal mattino nutro seria preoccupazione.
La campagna che sta conducendo con il suo agente Eugene Parker secondo me è insensata: se c'è una regola non scritta, che non può (e non deve) essere cambiata, è quella per cui i compensi dei giocatori scelti al Draft vanno a scalare dal primo all'ultimo.
Fa nulla che 31 squadre probabilmente pensavano che Crabtree fosse un giocatore migliore di Heyward Bay:
al momento in cui Al Davis ha scelto il secondo, e non il primo, al numero 7 del Draft, l'ex ricevitore
di Texas Tech ha perso una barca di soldi ed il diritto di essere pagato come una settima scelta.
Amen, così è la vita, shit happens.
Non so chi ha messo nella testa di Crabtree l'idea che possa ambire sensatamente
a ricevere tanti soldi (o addirittura di più) quanti ne prenda HB, e francamente
non mi importa: l'idea è sbagliata e prima il nostro ed il suo agente la accantoneranno meglio sarà per loro.
Al momento, se MC firmasse stamattina il contratto, sarebbe seppellito nella depth chart dei ricevitori
dei 49ers, che non sono certo l'elite della lega, ma almeno sanno come funziona la NFL.
Bruce, Morgan, Hill, Battle, Zeigler e Jones (altro infortunio, se ne riparla ad ottobre) sono tutti
davanti a Crabtree che certamente non sarà messo da coach Singletary in campo se non avrà dimostrato di
sapersi muovere e di conoscere il playbook.
Morale della favola? L'holdout di Crabtree è insensato sia per le sue motivazioni,
sia per le conseguenze, perché il ragazzo non solo quest'anno non sarà un fattore,
ma sta secondo me rischiando di bruciarsi la carriera.
E se non dovesse firmare e volesse rientrare nel Draft 2010, lo faccia pure.
Mi dispiacerebbe, perché il talento ce l'ha e probabilmente anche la possibilità di
diventare un grande ricevitore, ma se è così insensato da pensare che buttando via un anno,
alla ricerca di un bene impossibile che nessuna squadra (Raiders a parte) gli avrebbe concesso,
allora meglio perderlo che trovarlo, perché non è una diva, ma un cancer.
Bene fanno i 49ers a non cedere ed a non cercare il contatto con il suo agente
(così, almeno, secondo i rumores dagli States), perché la loro offerta è sul tavolo,
ragionevole (è un po' più bassa di quella dei Packers a Raji ed un po' più alta di quella dei Bills a Maybin)
e se c'è qualcuno che deve fare il primo passo, formulando una sensata controproposta, è Crabtree.
Chiuso questo discorso, non ho visto le partite di preaseason, che secondo me lasciano il tempo che trovano,
anche se la totale assenza di pass rush mi fa venire i brividi, e non so che cosa attendermi dall'anno che verrà.
Hill QB titolare probabilmente ci sta: non è bello, ma è efficace e, se riusciamo a metter
su un gioco di corse dominante con Gore e questo rookie da Alabama che sta facendo grandi cose,
probabilmente Hill giocherà ancora meglio.
Ho fiducia nella linea e nei ricevitori.
E, ma non voglio dirlo ad alta voce, nella capacità di Vernon Davis di non farsi buttare fuori
dal campo dal suo coach e di ricevere almeno 5 palloni a partita.
La difesa mi preoccupa, perché sono convinto che continuiamo a non avere il personale adeguato
allo schema difensivo adottato (again and again: non abbiamo né il NT, né il pass rusher da 3-4).
Credo che la ragionevole aspettativa sia un record speculare rispetto a quello dell'anno scorso, cioè un "vorrei ma non posso" da 7-9. Mi basta solo non assistere a partite vergognose come quelle della gestione Nolan, tipo NE, PHI, NYG e SEA (in quest'ultima Nolan non c'era più, ma non conta).
Perdere, ma con onore.
Peraltro credo che nella division Arizona resti più forte di noi e che Seattle, se
non sarà falcidiata dagli infortuni, si è rafforzata quel tanto che basta per risuperarci.
Quanto al resto della lega, volevo tanto scrivere un pezzo su Michael Vick, ma non ci sono riuscito.
In due parole, sono contento che Goodell lo abbia reintegrato, nonostante il crimine di cui si è
macchiato sia vergognoso.
Il concetto è che ha scontato la pena e una seconda chance non gli può essere negata:
si è fatto due anni di carcere, per due anni non ha leso l'immagine della NFL, ergo è giusto farlo rientrare.
Giusto anche sanzionare Stallworth tenendolo fuori un anno: era ubriaco e ha investito un uomo, uccidendolo.
Qui lo scandalo, a mio avviso, è che il WR non sconterà neanche un giorno di galera per non so quale
strano meccanismo dell'affascinante sistema giudiziario penale americano.
Per restare in tema, niente sospensione per Burress che lo scorso mese di novembre è entrato
in un club di NY con una pistola per la quale la licenza era scaduta e che si è accidentalmente sparato
ad una coscia, ma solo perché il WR si è beccato due anni di carcere per il suo crimine dopo patteggiamento.
Non centra niente con il football, ma il fatto che un omicida non vada in carcere, che uno che tortura animali
e ne ricava profitto passi due anni di villeggiatura in una prigione federale, mentre uno che magari si è solo
dimenticato di rinnovare la licenza di porto d'armi debba passare due anni in un carcere vero mi lascia interdetto.
Secondo Peter King, la condanna a Burress è giusta, perché magari la prossima volta John Doo ci penserà
su due volte prima di portarsi una pistola in discoteca e di mettere a repentaglio la vita degli ignari
avventori del locale.
Magari è vero, ma il problema è un altro: Burress è finito dentro perché la licenza era scaduta,
non perché aveva un'arma, quindi se John Doo possiede un'arma legalmente, non credo che la condanna
di una superstar NFL sia in grado di fargli accantonare per una sera le sue idee gloriose in tema
di "portabilità" delle armi da fuoco o gli insegni come custodirla in modo appropriato.
Grande paese l'America.
Fine off topic e fine pezzo.
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