Home Page

News

FORUM

Fanpages

Gabpages

SPECIAL

NBA Planet

Statistiche 1995-2002

Storia

Superbowls

Roster

Draft

Campionati

Statistiche 2001

Links

Contattaci






12 luglio 2005

La finale: i perdenti.
di Fab O'Back

Ed eccoci ad analizzare gli "sconfitti"…i Detroit Pistons.

Intendiamoci, la differenza tra loro ed i campioni, gli Spurs, è stata minima…e non per niente la serie si è risolta solo alla settima partita….eppure qualche piccola "crepa" nel sistema di coach Brown si è intravista.

A dir la verità, ad un certo punto della stagione, non avrei scommesso sulla loro presenza nella finale: mi sembravano un po’ abulici, senza quella cattiveria agonistica, quegli "occhi da tigre" che avevano invece caratterizzato la loro trionfale cavalcata l’anno prima.

Ma, una volta riassaporato il profumo dei playoff……riecco i temibili "bad boys"….

Veramente io avrei anche un’altra teoria: le voci su un addio di Larry Brown (per la cronaca, queste voci parlavano di un suo addio per assumere la carica di "presidente delle operazioni" presso i Cleveland Cavaliers) invece di disturbare…hanno "cementato " la squadra ed hanno anche aiutato i giocatori a superare certe incomprensioni.

Seguite il mio ragionamento…….

E’ una cosa nota a tutti che il feeling tra coach Brown ed i giocatori più rappresentativi dei Pistons (Billups su tutti) fosse ormai ai minimi termini, se non peggio……Quella sua intransigenza, il suo modo di gestire la rotazione dei giocatori senza guardare in faccia nessuno, era ormai poco digerita.

Ebbene, proprio forse il fatto di sapere che sarebbe stata (il condizionale è d’obbligo) la loro ultima avventura insieme, ha risvegliato l’orgoglio dei vari Wallace, Billups, Hamilton…..e con quel po’ po’ di classe che si ritrovano…il gioco è fatto.

Certo, Miami aveva due giocatori devastanti come Wade ed O’Neal, ma Detroit aveva (ed ha) una signora squadra, in cui TUTTI portano il loro contributo: risultato ? Pistons in finale, naturalmente….

Qui hanno avuto un avvio un po’ morbido…subito recuperato con una grande grinta e determinazione….e quando stavano per far "girare" le finali in loro favore….ci ha pensato quel cattivaccio di Robert Horry……Per carità, prima di arrendersi hanno avuto una nuova reazione, andando a "stoppare" il match point in quel del Texas…..ma poi…..

Già, poi: a dire il vero non mi aspettavo da alcuni di loro un approccio così "morbido" a gara 7.

A mio avviso, la tensione era tutta sopra gli Spurs: avevano avuto la possibilità di chiudere il discorso in casa propria ma l’avevano fallito…ed ora si trovavano a dover vincere, altrimenti chissà per quanto tempo gli sarebbe rimasta addosso l’etichetta di "belli e perdenti". Inoltre, non era la prima volta che Duncan mostrava qualche "limituccio" a reggere l’alta tensione…….

Ed invece…no, anzi tutto il contrario: dov’era Big Ben Wallace in certi momenti ? e Billups ? e òa panchina ? ma soprattutto….Hamilton ?

Proprio lui, secondo me, è stato il fattore negativo: troppo abulico, anche quando la sua "obra" Bowen è stato dirottato sulle tracce di Billups. E no, Rip, così non và: per lunghi tratti mi è sembrato di rivedere il giocatore dei tempi di Washington….grande classe, ma con poco carattere e quindi con una brutta tendenza a nascondersi nei momenti chiave. Lo scorso anno, invece, ci aveva tutti stupito per continuità, aggressività, leadership…insomma era sembrato un giocatore vero al 100%…la verità ? Direi che forse stà nel mezzo…ma vedremo cosa succederà il prossimo anno.

Prima di tutto deve ancora sciogliersi il dilemma Larry Brown: se ne và ? resta ? Al suo posto si è parlato di Flip Saunders….ma vedremo…..

Forse è arrivato il momento di "svecchiare" un po’ la panchina……anche se qui poi si andrebbe a parlare di un certo Milicic. Diciamoci la verità, è vero che Brown non lo vedeva proprio ma non è che lui si sia molto aiutato: sia la Summer League dello scorso anno che quella di quest’anno (appena all’inizio, però) ci mostrano un giocatore abulico, dai grossi mezzi, ma che sembra perennemente "distratto"……niente di peggio per uno che deve giocare in una squadra di coach Brown, appunto, che quando si gira verso la panchina vuole vedere giocatori con la bava in bocca per la voglia di andare in campo e dire la loro…..

Si parlava di un problema di lingua, all’inizio…ma forse è, più semplicemente, un problema di approccio.

Ora i casi sono due: o se ne và Brown oppure Milicic. Sinceramente non credo ad un miracolo di un suo impiego con l’attuale coach.



Ma non sarebbe la prima volta che mi sbaglio, no ??

Quindi….occhio al futuro !!! Ah, dimenticavo: …I LOVE THIS GAME !!!




3 luglio 2005

La finale: i campioni NBA.
di Fab O'Back

Anche questa stagione può essere archiviata…ed una volta tanto ho anche azzeccato il pronostico….con i San Antonio Spurs che vincono (meritatamente secondo me) il loro anello.

Onori e meriti, comunque, anche ai Detroit Pistons: la serie è stata veramente avvincente e bellissima da seguire. Pima 2 – 0 per gli Spurs…poi 2 – 2….poi 3 – 2 sempre per la franchigia del Texas, con la possibilità di giocarsi il primo match point in casa…ed invece…3 – 3 e tutto rimandato alla settima e decisiva partita…….insomma, una serie che ha provocato moltissimi infarti tra i tifosi.


Come MVP, naturalmente direte voi, è stato nominato Tim Duncan….ma non mi trovo del tutto d’accordo. Per carità, il suo impatto è stato devastante…i suoi scarichi nella finalissima hanno permesso ai suoi compagni di prendersi tiri “comodi”…la sua leadership è certamente incontrastata…ma secondo me, questo riconoscimento andava a Manu Ginobili o Robert Horry.


Sul primo mi sono già esposto….mi ricorda tanto un certo Kobe Bryant (meno esplosivo, forse, ma più inserito in un contesto di squadra e, quindi, più utile). La capacità dell’argentino di penetrare, tirare, scaricare sempre mettendo in ritmo i compagni….è qualcosa di fantastico; e pensate sempre che non ha 10 anni di esperienza Nba alle spalle, anzi…..



I suoi inizi alla corte di Popovich erano stati un po’ tribolati: Manu faticava a rientrare nei rigidi concetti di basket del coach…ma dopo un anno…incredibile !!! A vedere gli Spurs, mi sembra più che sia l’allenatore ad aver accettato le caratteristiche di Ginobili che non Manu ad averle modificate……E poi, secondo voi, quale giocatore può essere veramente idolatrato in Texas se non uno dal “sangue caliente” ?? In gara 7 l’arena era tutta per lui….(vi ricordate Najera a Dallas ? era amatissimo, anche se parliamo di uno che farebbe fatica anche nel nostro campionato) ed anche lui si sente amato e quindi diventa “gasatissimo”……


MVP Ginobili, dunque ? Forse sì….ma come dimenticare Robert Horry ? Questo è uno dei cosìdetti immortali: 37 primavere sulle spalle…..un atteggiamento un po’ svogliato durante la regular season…ma quando il gioco si fa duro…….serve che vi ricordi chi ha realizzato il tiro della vittoria nell’importantissima sfida esterna vinta da San Antonio a Detroit ? O i punti realizzati in gara 7 ? I rimbalzi offensivi, i recuperi, lo sfondamento fondamentale preso sempre in gara 7 ?


“Big shot” Horry è uno che in carriera qualche anellino l’ha già vinto (ormai ho perso il conto….) e la sua leadership silenziosa conta eccome in casa degli Spurs. Cosa farà ora ? Bella domanda: si vocifera di una sua volontà di smettere…..ma per noi che amiamo questo sport sarebbe una vera e propria disgrazia…….



Ma veniamo alle ombre in casa degli “speroni”: mi dispiace ma a me “il francesino” proprio non piace: è forte, fortissimo (quando è in giornata) ma fatica a capire i momenti giusti per forzare….


Fateci caso: quando lui và in tilt, la squadra prende un filotto di punti…..tanto che spesso abbiamo visto portar palla ad un certo Ginobili (già, perché sa fare anche quello…) mentre per Udrih, buon impatto ma ne riparliamo meglio l’anno prossimo.


Infine una menzione se la merita anche Bruce Bowen, non tanto per la sua ormai rinomata difesa ( e l’ultima vittima si chiama Billups….) ma anche per una ritrovata vena in attacco: è vero, molte volte si è trovato in una situazione di libertà assoluta, “battezzato” dagli avversari…ma poi quei tiri li devi mettere…e lui l’ha fatto.


Complimenti a Mohammed, a Robinson, a Berry, a Brown ed a tutti quelli che hanno dato una mano per la conquista del titolo. Per Nesterovic..si parla di una trade, ma forse aspetterei di vedere prima cosa farà Horry.

 

Alla prossima con un’occhiata ai grandi sconfitti (i Detroit Pistons) e…I LOVE THIS GAME !!!





19 giugno 2005

Bentornato (sport di squadra).
di Fab O'Back

 

Dopo qualche mese in esilio “forzato” (sono stato all’estero per lavoro…non in galera !!!), eccomi tornato pronto per le finali..che tempismo, no ?

Da Natale (data della mia ultima apparizione) ad oggi molte cose sono successe…ma, come insegnano tutti i grandi giornalisti, prima bisogna “restare sul pezzo”. Iniziamo, quindi, dalle finali in svolgimento….

 

SAN ANTONIO – DETROIT: ovvero….là dove regna la “squadra”:

Proprio così…per qualcuno è una finale sorprendente, soprattutto per la parte est: in molti (incluso il sottoscritto) vedevano Miami pronta per il titolo di conference e per la rincorsa all’anello….ed invece…ecco Detroit che ripete l’exploit dello scorso anno.

Certo, ora si parla dell’infortunio di Wade, delle condizioni non ottimali di Shaq….ma la differenza, secondo me, l’ha fatta la squadra: Detroit ha giocatori importanti, di carisma (Rasheed su tutti), di classe…ma sono tutti inseriti in un contesto omogeneo e funzionante. Coach Brown ruota i propri giocatori secondo regole ben precise…e queste regole vengono applicate a tutti, star incluse. Ovviamente, come vi dicevo, alcuni giocatori sono più importanti, più incisivi degli altri (e meno male, altrimenti sai che piattume….) ma nessuno gioca per sé stesso, per le proprie statistiche.

Voglio farvi un nome, in particolare: Rasheed Wallace. Vi ricordate questo giocatore ai tempi di Portland ? Sulle qualità tecniche non si discuteva…ma era polemico, attaccabrighe, scostante, insomma un lontano parente di quello visto ad Auburn Hills……

Di chi sono i meriti? Suoi certamente, per avere capito che questo era veramente il suo ultimo “treno” e per aver accettato di mettere la sua grinta, il suo estro, la sua voglia di vincere AL SERVIZIO della squadra….ma gli stessi meriti vanno divisi con chi lo ha scelto, chi ha visto in lui qualcosa che nessun altro allenatore Nba vedeva in lui: le stimmati dell’uomo squadra.

Sembra un paradosso, ma è così: riguardatevi la serie contro Indiana e, soprattutto, contro Miami (infortuni a parte)…se Rasheed girava…Detroit vinceva…altrimenti, notte fonda.

Insomma, per chi ama il basket come me, è il massimo vedere in finale una squadra in cui la “stella” aiuta e viene aiutata dai compagni….in cui il “quid” in più, l’azione che fa girare la partita, può essere data da un’aiuto sotto canestro, da una deviazione in difesa e non solo da un’azione in attacco……

Stesso identico discorso vale per l’altra finalista…i San Antonio Spurs: la filosofia di gioco è identica e non per niente i due capi allenatori (Brown e Popovich) sono molto amici, si conoscono da anni tanto che uno è testimone di nozze dell’altro….

Anche San Antonio, quindi, fa del concetto di squadra la propria forza; certo, all’interno ci sono fior di giocatori come Duncan, Parker e Ginobili che, tra l’altro, non smette di crescere e migliorare di partita in partita (signori, questo è il nuovo Kobe, fidatevi….). Anche nel Texas le rotazioni sono mirate, e le regole valgono per tutti (Duncan incluso…che comunque, per carattere, è il primo a sottomettervi). Quindi…chi vince ?

In questi casi, quando lo stile di gioco è molto simile, i singoli diventano nuovamente importanti: per questo motivo vedo San Antonio leggermente favorita: i due quintetti iniziali si equivalgono più o meno, ma la panchina degli Spurs mi sembra più “profonda”, composta non solo da giocatori di qualità..ma anche di una certa esperienza…vi dicono niente Brent Barry, “Big Dog” Robinson e, soprattutto, Robert Horry ??

C’è un’altra cosa che accomuna le due squadre: i centri europei non hanno vita facile…….

Se Nesterovic in Texas ha comunque dimostrato qualcosa (ma non abbastanza visto dov’è finito nella rotazione), Milicic a Detroit non c’è mai entrato nella rotazione, appunto.

Ed adesso ? Comunque vadano queste finali, credo che Brown sia stufo di lui (certo, bisognerà vedere cosa farà il coach….se andrà via o no…) e quindi credo che sia meglio per Darko riiniziare altrove…sperando di avere più fortuna.

 

Il concetto di “squadra” mi permette di annoiarvi anche con un’altra considerazione: vi ricordate il draft in cui vennero scelti Lebron James, Carmelo Anthony e Dwayn Wade ?? Già al primo anno l’unico a fare i play off fù il terzo (vi ricordate il suo canestro decisivo contro gli Hornets ????) e quest’anno….è arrivato in finale di conference….E gli altri due ? Bè, Denver ai play off ci è arrivata, ed ha cercato di fare quello che ha potuto…..ma Cleveland ??

Insomma, come si fa ad avere in squadra “l’erede di Michael Jordan”, il nuovo “re del gioco” e restare fuori dai play off ??? Ad est, per giunta ??? E’ vero, qualcosa si era rotto nello spogliatoio con coach Silas….ma Lebron deve imparare ad essere più leader, cosa che Wade è subito stato a Miami anche prima dell’avvento di Shaq.

Insomma, non mi fraintendete…mica stò dicendo che Lebron James è un pippone…….ma dico solo che ho avuto dubbi sulla sua capacità di essere leader. E non mi dite che è un liceale….vi ricordate di un tale Kevin Garnett ???

 

Alla prossima e…I LOVE THIS GAME !!!





1 gennaio 2005

Natale NBA
di Fab O'Back

 

…E così, armato di panettone e spumante, ho preso posto sulla mia poltrona preferita….ed ho assistito alla PARTITA DEL SECOLO, alla lotta del bene contro il male, al duello fratricida, allo scontro tra titani……insomma, ho visto una partita di basket appena appena “pompata” solo per il fatto di ospitare il primo faccia a faccia tra Kobe e Shaq….

Devo dire che ero molto curioso e che mi trovavo anche in una posizione invidiabilissima: non facevo il tifo né per l’uno né per l’altro (mi sono cordialmente antipatici entrambi….bè, uno appena più dell’altro) e quindi mi sono goduto in pieno lo spettacolo, overtime incluso. Alla fine, forse inebriato da qualche bicchiere di spumante di troppo, ho tratto delle simpatiche conclusioni che qui di seguito vi riporto……



LA DISFIDA – Dopo tutto questo gran vociare, i due si sono “incontrati” giusto un paio di volte…ma senza quella “mostarda” che tutti, invece, ci saremmo aspettati: nessuno sguardo incrociato, nessuna parolina “stuzzicante” , niente ! A dire il vero, Shaq ha dato l’impressione di sentire maggiormente la partita e la sfida con il suo ex compagnuccio di banco: mai come in quest’occasione l’ho visto aiutare a centro aerea contro le penetrazioni Lakers…ed in particolare contro quel numero 8 lì……tanto che a circa 2 minuti dalla fine…..fuori per falli !!!!

In un paio di circostanze, però, Shaq aveva eretto un vero e proprio muro dove la famosa “corvette” era andata a schiantarsi….

Poi, una volta in panchina, l’omone grosso grosso è stato tranquillo a sostenere i suoi trasmettendo loro calma e consapevolezza della propria forza. Poi è finita la partita……e FINALMENTE, un po’ di mostarda ce l’ha messa sul serio: in sostanza ha dichiarato che nella sua squadra (Miami) non si pensa a fare quarantelli (Kobe ne ha fatti 42…) ma si gioca per la squadra e si VINCE…….Vi basta? Kobe invece ha dichiarato…..niente, cioè ha parlato tanto prima del match, un po’ durante, ma niente alla fine…….ma siamo fiduciosi ed aspettiamo presto un suo commento a posteriori…..



LA LEADERSHIP – Alla luce di tutto questo, il mio cervello annebbiato dall’alcool un paio di ragionamenti li ha fatti: alcuni dicono che Shaq è stato più emotivo e così si è fatto buttare fuori per falli…io invece dico che ha mostrato ancora una volta che era lui il vero leader in casa Lakers.

Ha segnato, DIFESO, preso rimbalzi, passato e poi sostenuto i suoi compagni in panchina e poi ha fatto un discorso da vero comandante in capo…..quello che ha detto di “Flash”, alias Dwayne Wade, è fantastico: gli mancava mantello e spada e poi lo insigniva come cavaliere.

Kobe, invece, ha attaccato e segnato, segnato e attaccato, ha perso palloni importanti, ha messo fuori giri la squadra e poi, quando Shaq è uscito dal campo….ha praticamente passato sempre la palla a compagni ormai freddi, visto che tirava sempre e solo lui: nei due minuti finali e nell’overtime non ha segnato più un punto ed ha sbagliato l’ultimo tiro…ed è scappato (sì, a mio modo di vedere le cose è scappato) negli spogliatoi……bè sento tanto puzza di bruciato…….



LA PARTITA – Cercando di pensare a MIAMI-LAKERS come ad una partita di basket e non come alla disfida di Barletta, un paio di spunti possiamo trarne: se Miami continua a giocare così e se aggiunge Mourning alla rotazione dei lunghi…..bè, ad est il titolo è andato e per l’anello non siamo così lontani….Mi è piaciuto molto il modo in cui Van Gundy ha gestito la squadra, senza scomporsi nemmeno quando Wade sembrava non metterla più nemmeno in una vasca da bagno: i due Jones (in particolar modo Damon) hanno tirato fuori dei tiri spettacolosi ma non casuali, frutto cioè di giochi ben studiati ed applicati. Anche in difesa, Miami ha vinto la partita: prima ha lasciato che Kobe si sfogasse….poi ha stretto due viti e così l’8 gialloviola l’ha dovuta passare a compagni che ormai erano stufi di guardare e stavano pensando al panettone…….

E veniamo alle note dolenti: ma i Lakers sono una squadra ? Tomjanovic è lì per allenare o per guardarsi la partita dal parterre ? A mio avviso i Lakers sono stati in partita fino alla fine solo per la percentuale stratosferica da 3 punti con cui hanno tirato nei primi 3 quarti: ma quando le bocche da fuoco si sono raffredate, IL BUIO !!!

Ma che gioco è palla a Bryant e tutti fermi a guardare cosa succede ? Ma dai, quello sport si chiama tennis o golf…..il basket è un fantastico sport di SQUADRA….Certo, poi qualcuno è più forte dell’altro, ci mancherebbe….ma sempre in un contesto unito. Ho visto Mihm fuori dalla linea dei tre punti aspettare di vedere quale tiro si sarebbe inventato il suo capitano con LE MANI SUI FIANCHI……ma che atteggiamento è ???? E poi, hai in squadra uno come Odom, con una voglia interiore di spaccare il mondo e di dimostrare agli Heat che era meglio se se lo fossero tenuto……e lo mandi a giocare sul lato debole ? Non gli passi la palla per minuti ? Pura follia.

Ecco, se dovessi dare un mio giudizio da quello che ho visto ieri sera, questi Lakers non arrivano nemmeno ai playoff ad ovest…ma soprattutto non ci arrivano con questo roster, perché qualcuno chiederà di essere ceduto…..Kobe, Kobe, pensaci….

 

Sempre in clima natalizio, permettetemi un commento sulla “buffonata” della squalifica ridotta a Jermaine O’Neal: non entro nel merito se le giornate di squalifica fossero state troppe o troppo poche…ognuno ha la sua opinione. Quello che trovo ridicolo è che 10 giornate gli vengono condonate, E GUARDA CASO lui ritorna proprio per giocare contro Detroit a Natale ??? Vedrò cospirazioni ovunque, ma questa proprio non me la bevo….Ora l’NBA ha fatto ricorso, e magari sarà anche accolto e così Jermaine si risiederà in tribuna per un po’……ah, ‘sti americani sono proprio forti…..

 

Infine, devo essere stato veramente buono visto che Babbo Natale ha portato in regalo ai Nets Vince Carter: da buon tifoso dei derelitti Boston, il nostro web master è un po’ rosicone (eh, eh, eh); in fin dei conti, la franchigia del New Jersey ha dato via Aaron Williams (che ultimamente vedeva il campo solo nel riscaldamento) ed Eric Williams (gran bel role-player, mi piaceva molto) più due draft picks…ENTRAMBI PROTETTI (significa che, alla fine, i Nets potrebbero anche tenerseli). In più, ha dato via Mourning che ha detta di Thorn (che in genere è un signore….) aveva veramente scocciato con il suo lamentarsi quotidianamente, creato nuovamente un trio da fantascienza…..

Alla faccia mia che avevo parlato di rifondazione completa…..

Credo che a tutto ci sia una spiegazione: il novello proprietario dei Nets, Mr Ratner, preso com’era dal suo progetto di trasferire la franchigia a Brooklyn, area più “commerciale” della palude di Rutherford, ha cercato di contenere i costi….e quindi via Rogers, Harris, Kittles e Martin in cambio di…niente…..

Poi, però, il progetto ha avuto uno slittamento di un paio di anni (problemi per la costrizione della nuova arena) e quindi si è trovato con tifosi arrabbiati ed un palazzetto sempre più vuoto; in più, la sua star, Jasone, si è presentata in ufficio con le valigie ed in sostanza ha detto: “Allora, prendo l’aereo per Dallas o per Minnesota ?”….Mr Ratner si è fatto due conti, e vedendo la pochezza dell’est (che tristezza, ragazzi….) ha pensato che, forse, un tentativo per essere competitivi si poteva fare ancora. E così, il presidente più in gamba e sottovalutato di tutta la lega (parlo di Rod Thorn) ha messo a segno un altro colpo: scippo clamoroso ai Knicks (ed io gongolo) e Carter ai Nets. Pessimista o ottimista ? Entrambi ed ora vi spiego:



PESSIMISTA – Jason Kidd deve ancora riprendersi dall’infortunio, è “anzianotto” ed ha una voglia matta di andarsene per competere ancora per il titolo; anche Carter è in ripresa da un infortunio….anche se non si capisce quanto nel suo star sempre male a Toronto (tante le partite saltate) non ci sia stato un fatto mentale oltre che fisico…..in più Carter non è propriamente considerato un cuor di leone…..In sostanza c’è il rischio che i Nets si siano accollati un bel contrattone, occupando spazio salariale utile per quella rifondazione di cui vi parlavo, per poi vedere l’All-Star vivacchiare come in Canada……

E se poi Jasone se ne và ugualmente ?



OTTIMISTA – I Nets nell’operazione si sono ringiovaniti, visto che hanno ceduto 3 ultra trentenni in cambio di uno che ha 27 anni….Inoltre Carter a Toronto non aveva più stimoli, mentre ora sa che deve dimostrare a tutti che che “Vincredible” è tornato. Certo, se fosse sano, parliamo di uno dei primi 10 della lega, che avrà la possibilità di giocare con la migliore point guard possibile.

In più, anche se non è un leader, un trascinatore…benissimo: ai NETS tutti sanno che il leader indiscusso è uno solo, quello dall’università della California….

In sostanza, secondo me, Carter ai Nets ha tutto da guadagnare: arriva in una squadra in cui non dovrà “per forza” essere il trascinatore, non dovrà “per forza” essere il principale terminale offensivo (ricordatevi Jefferson) ed in cui potrà avvalersi di un sistema di gioco a lui congeniale.

Certo, ora la squadra è un po’ leggerina…..ma dopo Natale c’è la Befana, no?

Insomma, un raggio di sole squarcia le nubi addensatesi sul New Jersey: se il tempo cambierà veramente, lo sapremo presto !!



Un augurio di buon natale e felice anno nuovo e…I LOVE THIS GAME !!!!





19 dicembre

Lavori in corso. . .e 5
di Fab O'Back

 

La stagione regolare continua senza  grossi “colpi”….se si eccettua la grande stagione fin qui disputata da Nowitski in quel di Dallas: dopo l’addio di Nash, molti avevano dubbi sul “tedescone”..ed invece (tanto per andare da un eccesso ad un altro) ora tutti lo indicano come il futuro MVP (ma non è un po’ prestino ?).

Nel New Jersey, torna Jasone e succede che Jefferson riprende a segnare con continuità…e la squadra riesce anche a vincere qualche partita….ma visto che piove sempre sul bagnato…ecco Mourning che deve fermarsi non per un problema ai reni…ma perché il suo fisico non ce la fa più:

dopo tutto, dopo i trapianti, i tentativi falliti di ritorno, l’inattività forzata per più di un anno, qualsiasi altro giocatore senza quel po’ po’ di carattere avrebbe già gettato la spugna.

A Houston, intanto, sembra che un certo T-Mac stia cominciando ad ambientarsi……se inizia a giocare anche il cinesone, allora…….

 

WASHINGTON WIZARDS

Benvenuti nel regno dei “maghi”….

A dire il vero, in questi ultimi anni, di magico c’era stato ben poco, se tralasciamo l’”apparizione” di Re Air Jordan come giocatore per la franchigia della capitale. Ho appositamente parlato di lui come giocatore, perché quando si è cimentato in un ruolo più “dirigenziale”….bè, ecco, non è che abbia proprio fatto faville.

Lo scorso anno, a mio avviso, è iniziata la svolta: come head coach è arrivato Eddie Jordan, considerato da molti come il vero artefice del successo dei NETS in questi ultimi anni.

Il buon caro Eddie è uno innamorato del gioco, gli piace insegnarlo…ma dovrebbe avere qualcuno che lo ascolta !! Così con Arenas nella sua versione brutta (la palla è mia e tiro solo io – 1), con Stackhouse nella versione dei suoi ultimi anni (la palla è mia e tiro solo io – 2), con Kwame Brown arrivato direttamente dal liceo…ma con un impatto diametralmente opposto a quello di gente come Garnett o James (vi dicono niente questi nomi ?)….altra annata da buttare.

Eppure, in estate, sono state poste le basi per il rilancio: Arenas sembra più responsabile, più coinvolto nella squadra; Hughes sembra aver trovato, finalmente, quella continuità che gli era sempre mancata in carriera..ma il vero salto di qualità lo ha portato Antwan Jamison arrivato da Dallas nello scambio con Stackhouse a fare la strada opposta.

Riportato nel ruolo di ala forte, Jamison stà letteralmente trascinando la squadra: un giocatore come lui, con la sua tecnica, il suo fisico ed il suo straordinario atletismo, ad est può fare sicuramente la differenza e può, quindi, significare playoff.

Se poi anche Haywood mostrasse con più continuità il talento che ha (bè, sul fisico c’è poco da dire)…qualche soddisfazione i”maghi” potrebbero veramente togliersela quest’anno ed anche per gli anni a venire, visto la giovane età di molte “stelle”.    

 

ORLANDO MAGIC

Ovvero…il RITORNO di Grant Hill. Ma andiamo con ordine.

Direi che è inutile tornare sullo scambio di quest’estate, con T-Mac che saluta la franchigia della Florida per accasarsi in Texas, con Francis, Mobley e Cato a fare il percorso inverso.

Molti avevano “dubbi” sulla voglia di Francis di ricominciare, per lui che era stato il giocatore-franchigia di Houston…ed anche la scelta al draft di Dwight Howard sembravano proiettare Orlando al futuro più che al presente…….

Invece, dopo che anche quest’estate si era sparsa la voce di un suo probabile ritiro, Grant Hill è tornato a calcare il parquet…e tutti abbiamo capito (o ci siamo ricordati) del perché Orlando lo ha aspettato in tutto questo tempo: punti, rimbalzi, difesa ma, soprattutto, una leadership ed un carisma sicuramente superiore anche a Francis che, pure, è uno di un certo impatto sulla partita. Certo, il rientro deve essere graduale, soprattutto per evitare pericolose ricadute ma è bellissimo vedere come Hill abbia cambiato il suo modo di attaccare il canestro, proprio per salvaguardare il suo fisico, senza però perdere in incisività: bè, credetemi, questa è una cosa da veri campioni….con un’intelligenza superiore alla media.

Per dargli un po’ di fiato, la dirigenza ha messo a segno un bel colpo, ingaggiando Hedo Turkoglu: il turco ha ormai una buona esperienza, avendo giocato, tra l’altro in squadre che partivano per vincere il titolo come Sacramento e San Antonio. Non dimentichiamoci, poi, dell’altro rookie, Jameer Nelson, guardia con buona visione di gioco, che deve però dimostrare ancora il suo valore.

Insomma, i giocatori ci sono…manca ancora un po’ di amalgama, cosa del tutto normale vista la rivoluzione “copernicana” che la franchigia ha subito: se la SQUADRA giocherà unita, se la difesa sarà all’altezza dell’attacco…bè, occhio ai Magic (ed il loro inizio di stagione lo stà dimostrando).

 

CHARLOTTE BOBCATS

 

L’expansion team.

Dopo aver dato l’addio agli Hornets (mai veramente amati), la città ha accolto, invece, con entusiasmo questa nuova avventura. Cosa dire sulla squadra: per la maggior parte composta dagli “scarti” (scusate per la parola poco fine….ma in pratica è così), è guidata da 3 o 4 personaggi principali, a cominciare dalla scelta di quest’anno, il nuovo Mourning, Mr Emeka Okafor da Connecticut. Il ragazzo ha tutto per sfondare: un gran fisico (anche se quelle ginocchia ogni tanto scricchiolano), buona tecnica, voglia da vendere ed una maturità eccezionale per un ragazzo della sua età…e proprio questo potrebbe essere il valore aggiunto: certo deve ancora acquisire “cattiveria agonistica”..ma la sua sfida proprio contro il suo idolo Mourning nella partita contro i Nets, hanno convinto anche gli ultimi scettici: benvenuto, campione !!

Altro nome di “spicco” della neonata franchigia è Gerald Fallace: chiuso a Sacramento, il giocatore cerca qui lo spazio per raggiungere la definitiva affermazione come giocatore da quintetto e non solamente come role-player. La summer league è stata eccezionale….ma ora si fa sul serio……

Di Steve Smith, parla la sua carriera, 13 anni in giro per i parquet, e proprio l’esperienza è quello che gli chiede coach Bickerstaff. Per l’esplosività…bè, rivolgersi a Kareem Rush, nuova acquisizione, proveniente dai Los Angeles Lakers, dove lo scorso anno aveva messo in mostra le sue doti; quest’anno, poco spazio per lui e, soprattutto, non un grande impatto sulla partita; credo che per Kareem questa sia una grande opportunità di dimostrare a tutti il suo valore.

Come avrete notato, sono le motivazioni personali il vero motore della squadra; per i risultati…calma, calma per quello c’è tempo…..

  

Un salutone dal vostro malato di Nba e ricordate: I LOVE THIS GAME !!   



8 dicembre 2004

Avanti il prossimo parte 4
di Fab O'Back  

Come promesso, proseguiamo la nostra “chiacchierata” sulla nuova NBA, occupandoci della SouthEast division. Nel frattempo nulla di nuovo da segnalarvi: per il mercato, continua la saga Carter (mi ricorda tanto la storiella della sora Camilla…che tutti la vogliono e….) mentre siamo tutti in trepida attesa di rivedere in campo Jasone……

Veramente, stanno aspettando questo momento un bel po’ di GM, giusto per capire se vale la pena investire su di lui…perché una cosa è certa: se Jason Kidd torna e dimostra di essere sano, addio Nets e sotto a chi tocca (io dico Denver….ve la butto così….).

Infine, per la serie a volte ritornano, l’ultimo rumor parla di un’interessamento di Miami per nientepocodimeno di Mourning…..!!!??? Adoro gli americani….. 

 

MIAMI HEATS

Non si può parlare di questa franchigia senza nominare colui il quale resterà negli annali dell’NBA non solo per le sue gesta da allenatore, ma anche come dirigente…..

Parlo, ovviamente, di Pat Riley: dopo i successi californiani, sembrava quasi che il coach avesse perso il suo smalto…e quindi, quando lo scorso anno, proprio ad inizio stagione, lasciò il suo posto al più giovane dei Van Gundy, molti cominciarono a recitare il “de profundis”. A questo aggiungete una proprietà stufa di perdere e che stava cominciando a pensare di rivolgere le proprie attenzioni da qualche altra parte, e vi siete fatti un’idea della situazione.

Ma quando il gioco si fa duro………Scacco in due mosse !!!

La prima è semplice e porta il nome di Dwayne Wade: giocatore poco considerato solo perché scelto nello stesso draft di Lebron James e Carmelo Anthony, ma dotato di una tecnica, di un atleticismo e, soprattutto, di una maturità da giocatore esperto. Al momento di scegliere il rookie of the year, praticamente non venne neanche preso in considerazione…eppure lui i play off li ha giocati, gli altri due no…..Certo, soprattutto all’inizio le marcature su di lui non erano così strette…ma considerate che non molti giocatori al primo anno sono stati capaci come lui di caricarsi la squadra sulle spalle e di portarla dritta ai playoff.

Ma torniamo al nostro Pat Riley ed alla sua partita a scacchi: seconda mossa e…voilà Shaquille O’Neal !!!

Abbiamo già parlato di quest’operazione di mercato: O’Neal ad est può essere assolutamente devastante e può anche permettersi di riposare un po’ di più, per arrivare fresco ai playoff; in più, a differenza di casa Lakers, qui le chiavi dello spogliatoio sono saldamente nelle sue mani  e lo si vede in campo. Gioca più tranquillo…corre addirittura…..roba da non credere !!!

Però (c’è sempre un però..) la squadra non mi sembra ancora da titolo…anche se i miei favoriti (i PACERS) si sono auto eliminati in quella serata di Detroit ed i PISTONS non sono nemmeno lontani parenti della squadra dello scorso anno…..quindi chissà che non si veda ad est una finale HEATS-CAVALIERS……??? Poi, se andasse veramente in porto il ritorno di ‘Zo Mourning come spalla di Shaquille (ma attenzione, potrebbero anche giocare insieme)…allora la finale è certa.

 

ATLANTA HAWKS

L’ennesima ricostruzione.

E’ stata un’estate particolare per la franchigia, con la nuova proprietà e con gli scambi di mercato: addio ad un giocatore “storico” come Jason Terry (da cui, comunque, ci si aspettava di più) e benvenuti ad Antoine Walker  e Al Harrington, giocatori che, insieme al rookie Josh Childress, dovrebbero riportare lustro alle “aquile”.

Ma le cose non stanno proprio andando per il verso giusto: è vero, la squadra si deve ancora amalgamare e soprattutto trovare il giusto equilibrio tra giovani e “vecchi”, ma forse proprio lì è stata fatta un po’ di confusione….Mi spiego meglio.

Iniziamo da Antoine Walker , che da quando ha lasciato (non per sua volontà) i Boston Celtics, sembra aver smarrito la propria dimensione. Con i verdi era lui il vero trascinatore della squadra, molto più della “stella” Paul Pierce; eppure, una volta resosi conto che quel dualismo non poteva continuare, la dirigenza bostoniana non ci ha pensato nemmeno un momento su chi dei due dovesse fare le valigie.

Lo scorso anno ha vivacchiato a Dallas, iniziando la stagione alla grande: poi anche lui si è smarrito nel “progetto tecnico-tattico” (???) di coach Nelson che, infatti, è stato fatto ritornare a più classici modi di giocare quest’anno (leggasi l’acquisizione di Dampier). In sostanza, lo scorso anno, Antoine ha diviso con Nowitzky il ruolo di centro atipico….con gli esiti che tutti abbiamo potuto ammirare ai play off. Questo potrebbe essere l’anno del rilancio….ma forse la squadra, con la confusione che regna al momento, non è pronta per lui……

Arriviamo ad Al Harrington, arrivato da Indiana attraverso lo scambio con Stephen Jackson (e visti i risultati..bel colpo per Atlanta…): da lui ci si aspetta molto, ed anche lui si aspetta molto da quest’annata. Il risultato, però, è che non sia ancora ben chiaro quale sia il primo terminale offensivo….Insomma, o la squadra inizia a girare UNITA, ed allora potrebbero anche aprirsi prospettive di play off ad est, oppure…..bè meglio iniziare a coccolarsi Childress, sperando che confermi tutte le potenzialità al momento “intraviste”.

 

Alla prossima e I LOVE THIS GAME !!   



21 novembre 2004

Avanti il prossimo - 3
di Fab O'Back

Continuiamo il nostro viaggio nella NBA, mentre Pacers/Pistons finisce in rissa …..Permettetemi un mio giudizio: giocatori stra-pagati che dovrebbero essere d’esempio, certo, ma alzi la mano chi non avrebbe reagito vedendosi arrivare un bicchiere di birra in faccia (per la cronaca, Ron Artest preferisce altre bevande..alcoliche..) ?? E poi, in tutto quel parapiglia….il servizio d’ordine, dov’era ?? Mah……

Per il resto, la regular season và avanti tra alti e bassi: tra le sorprese in positivo, Seattle mentre Lakers, Heats, Mavericks e Suns sono un po’ altalenanti. Per quanto riguarda il “mercato”, occhio ai soliti nomi: Kidd, Carter…forse lo stesso Mourning cambieranno presto maglia…..

Ma veniamo a noi: 

 

MILWAUKEE BUCKS

Devo dire che sono molto affezionato alla franchigia del Wisconsin: finiti i fasti dei “big three”, alias Allen, Cassel e Robinson, la dirigenza si è messa al lavoro con passione e serietà. Un gran colpo, secondo me, è stato l’ingaggio come head coach di Terry Porter: proveniente dalla panchina (come assistente) di Sacramento, è l’uomo giusto al posto giusto.

Conosce il gioco come pochi, ed è stato un grandissimo giocatore, guadagnandosi il rispetto di tutti: quando spiega un movimento…i ragazzi lo stanno ad ascoltare….anche perché spesso sa farlo meglio lui di chi dovrebbe eseguirlo in campo….e forse questa è la cosa che lo differenzia di più da un vero mostro sacro che lo aveva preceduto su quella panchina: parlo ovviamente di coach George Karl.

Per quanto riguarda la squadra, anche qui si è cercato di costruire un gruppo omogeneo, dove il TEAM viene prima del singolo: giovani vogliosi d’emergere, “star” in cerca di rilancio, insomma tutti hanno da guadagnare se i Bucks prendessero il volo.

A proposito di squadra: se pensate che la loro star si chiama Michael Redd…un giocatore snobbato da tutti e che invece ha saputo meritarsi la convocazione all’all star game sudando e lavorando sodo in palestra…..ma accanto a lui c’è un certo Van Horn: negli ultimi anni le prestazioni dell’ala da Utah erano state troppo altalenanti, ed il giocatore era stato accusato da alcuni suoi ex compagni (leggasi Kenyon Martin ai tempi della prima finale persa dai Nets contro i Lakers) di “sparire” nei momenti importanti del match; intendiamoci, Keith non sarà mai un trascinatore, uno che si mette i compagni sulle spalle….ma nel Wisconsin ha trovato quella tranquillità di cui, forse, aveva bisogno per esprimersi al meglio.  Insieme a lui non dimentichiamo Desmond Mason, giocatore dotato di mezzi atletici eccezionali, e che in quest’inizio di stagione stà facendo vedere grandi cose.

Infine, un grosso augurio a T.J.Ford: il giovane playmaker scelto lo scorso anno ed infortunatosi gravemente dopo un’inizio veramente brillante: a presto in campo, T.J. !!!

 

CLEVELAND CAVALIERS

 

Ovvero…Lebron James ed i suoi fratelli.

Lo so, potrebbe sembrare riduttivo, ma seguite il mio ragionamento: lo scorso anno, al momento delle scelte, la popolazione si divise in due (facciamo in tre)….è più forte Carmelo, o Lebron, oppure Dwayn Wade (non parlo di Darko Milicic per pudore….). Io stesso ero convinto che Carmelo Anthony fosse più pronto per incidere subito in una squadra Nba. Bè, mi sbagliavo.

E’ vero, Wade stà facendo cose eccezionali a Miami dopo aver fatto benissimo anche ai playoff…però lo scorso anno non era marcato molto da “vicino” e quest’anno….bè, per 5 minuti vorrei giocare anch’io insieme ad un certo Shaquille O’Neal.

Lebron, invece, era finito in una squadra piuttosto scarsina…..e la situazione sembrava peggiorare quest’estate per la “fuga” di Carlos Boozer verso i dollaroni offertigli dagli Utah Jazz (il tutto dopo aver sempre dichiarato di voler giocare per sempre insieme ad un compagno eccezionale come James…..). Subito il colpo, la dirigenza si è messa al lavoro: da Orlando è arrivato Drew Golden, giocatore dotato di un’ottima tecnica….ma che si vocifera abbia grossi problemi a memorizzare il play book….Poi, ecco in dote Lucious Harris dai derelitti Nets e, soprattutto, Jeff McInnis.

A mio avviso, questo è il giocatore-chiave della svolta: non è un fuori classe, è dotato di un buon tiro da fuori ma a volte si intestardisce in giocate personali invece di aiutare la squadra….

La sua presenza in campo, però, ha permesso a coach Silas di spostare Lebron da ala, permettendogli di “respirare” di più potendo attaccare il canestro da più vicino….ed i fatti sembrano dargli ragione. Oh, intendiamoci: non è che il buon Lebron non sia più un playmaker…..ogni volta che la giocata è importante..chi porta palla ? Ma lui certamente.

Negli spogliatoi, poi, la leadership e l’esperienza di giocatori come Harris, appunto, e come Eric Snow (un giocatore che ha deciso di tornare a casa) non potranno che aiutare questa squadra a raggiungere quell’obiettivo che mi sembra tranquillamente alla loro portata: i play off.

Per il titolo ad est….bè, sinceramente Pacers, Pistons e Heats mi sembrano ancora meglio attrezzate.

 

E non dimenticate… I LOVE THIS GAME !!     

 



13 novembre 2004

Avanti il prossimo - 2
di Fab O'Back

 

Lo so…sono in ritardassimo……problemi “tecnici”…..

Ci eravamo lasciati con la promessa di analizzare la CENTRAL DIVISION.

Nel frattempo….è ricominciata la pacchia…..

Troppo presto per esprimere giudizi: Shaq la fa da padrone ad est (ma qualcuno aveva dubbi??), mentre ad ovest Mihm in maglia giallo-viola cerca di non farlo rimpiangere…e così ti infila una ventina di punti più tanta, tanta sostanza……roba che a Boston hanno fatto incetta di aspirina per il mal di testa…..

In quest’inizio, fatemi spendere due parole per il ri-ritorno di Zo’ Mourning con la maglia dei NETS: auguri, auguri di cuore. Ognuno può pensarla come vuole, ma avere la voglia, la tenacia di tornare dopo un nuovo trapianto di reni…bè, mi lascia senza parole !

Permettetemi però, una tiratina d’orecchi: due partite e già sembrerebbe aver chiesto di essere ceduto ad una squadra competitiva per il titolo…..no, così non si fa ! Quando i NETS gli hanno offerto quel po’ po’ di contratto, non mi sembra che ci fossero in giro molte squadre disposte ad aver fiducia in lui, a quell’età e con quei problemi…….alla faccia della riconoscenza !!

Scusate lo sfogo, e veniamo ad analizzare la Central Division.

 

INDIANA PACERS

Lo scorso anno ci sono andati solo vicino……ma l’obiettivo rimane quello: diventare campioni ad est ed andare a sfidare l’ovest per l’ANELLO.

L’inizio è stato positivo: due partite, due vittorie…ma è troppo presto per trarre delle conclusioni.

L’impressione è che la squadra si conosca a memoria: gli innesti sono stati pochissimi…praticamente uno: mi riferisco a Stephen Jackson, acquisito da Atlanta in cambio di Al Harrington. A mio avviso Indiana ha perso un ragazzo dalle enormi potenzialità ma che aveva bisogno di un minutaggio maggiore (cosa che avrà ad Atlanta) per potesi esprimere al meglio. In cambio ai Pacers è arrivato un giocatore che dovrebbe aiutare la squadra sia in difesa (dove Artest da solo non basta…) sia in attacco, visto che possiede un buon tiro dal perimetro.

In questo modo coach Carlisle potrebbe far riposare un po’ di più Reggie Miller..o magari potrebbe tentare di farli coesistere: le opzioni aumenterebbero notevolmente con il gioco dentro di Jermaine O’Neal ed il tiro mortifero di quei due lì…a cui aggiungere, ovviamente, l’esplosività di Artest e la “pazzia” cestistica di “The abuser” alias Jamaal Tinsley.

Prima ho scritto che Stephen Jackson “dovrebbe” aiutare la squadra: il condizionale è d’obbligo visto che il ragazzo, ultimamente, non abbia proprio tirato con percentuali da favola….

Per il resto, la squadra è la stessa, con un anno di “conoscenza” in più…ma con i pregi/difetti di sempre: sarà finalmente l’anno di Jermaine O’Neal MVP….o si bloccherà ancora una volta sul più bello ?

 

DETROIT PISTONS

I campioni !

Dopo un’olimpiade in cui le brutte figure non sono mancate…ed in cui anche lui ha dimostrato di non avere proprio le idee chiare…coach Brown è pronto ad affrontare questa nuova avventura sicuramente più difficile della precedente: l’anno scorso hanno stupito tutti con una grande cavalcata ed una vittoria MERITATISSIMA contro i Lakers; quest’anno sarà più difficile ripetersi, soprattutto perché tutti vorranno battere i campioni.

Il roster non è molto cambiato: hanno perso Okur che ha preferito i dollaroni offertigli dai Jazz e (cosa per me più grave) anche Williamson, che cercava una dimensione più “importante”, stanco forse di essere considerato il miglior sesto uomo della lega.

Sono arrivati Coleman (??), sul cui apporto in campo nutro qualche dubbio….ma che coach Brown ha voluto in quanto era uno dei suoi fedelissimi in quel di Philadelphia; e poi, quello che potrebbe essere uno dei colpi del mercato: Antonio McDyess. Gli anni ci sono e gli acciacchi pure….ma se tornerà ad essere a posto fisicamente..ma vi immaginate lui ed i due Wallace ? Roba da stare molto lontani dalla loro area pitturata se si vuole restare sani……

Un discorso a parte merita Milicic: le mani le ha…..è il momento di farsi valere o rischia di finire “in naftalina” in una panchina comunque formidabile come quella dei Pistons.

Un argentino, ora, ce l’hanno anche loro, alias Carlos Delfino……ma credo che non avrà lo stesso impatto di un certo Manu Ginobili……

 

CHICAGO BULLS

Qui mi trovo un po’ in difficoltà: la franchigia dell’Illinois è in un momento particolare della sua storia. Anche l’ultimo dei “grandi”, Scottie Pippen, ha scelto di appendere le scarpette al chiodo, e con lui se n’è andato l’ultimo pezzo di quella grande squadra che furono i Bulls alla fine degli anni ’90. Il futuro ?

La squadra mi sembra piena di giovani promettenti, a partire da Kirk Hinrich: ero innamorato di questo ragazzo dai tempi di Kansas, e sono stato felicissimo di come si è inserito lo scorso anno nella rotazione. A mio avviso, Kirk è uno di quei leader silenziosi, ma la cui presenza si fa sentire, eccome ! Certo, non ha ancora “visioni da playmaker” alla Jason Kidd (ma quanti ce le hanno ?), ma ha una buona difesa e stà migliorando molto al tiro: nella prima partita, quest’anno, ha già messo a referto 34 punti….vi sembrano pochi ?

Per il resto, tanti volti nuovi dicevamo, a partire da Andres Nocioni (l’ennesimo argentino), per finire ai rookies Ben Gordon, Luong Deng, Chris Duhon: la franchigia si aspetta molto da loro che hanno, però, bisogno di tempo per crescere. A far loro da chioccia alcuni “venerabili” come Antonio Davis, Eric Piatkwoski e Othella Harrington….e poi la scommessa Griffin: riuscirà il ragazzo a superare i suoi problemi ed a tornare SOLO un giocatore di pallacanestro (tra l’altro promettentissimo )?

Termino la mia disamina con un augurio a Frank Williams di tornare presto e con una segnalazione: occhio a Eddy Curry e Tyson Chandler: coach Skiles e tutta la dirigenza si aspettano molto da questi due ragazzi. Un’altra annata in ombra, ed il loro destino mi sembra segnato.

 

 

Alla prossima con i Milwaukee Bucks e la Southeast !!

Ah, ovviamente… I LOVE THIS GAME !!     

 



2 ottobre 2004

Avanti il prossimo
di Fab O'Back

 

Continua la nostra “chiacchierata” dando un'occhiata alle squadre per la prossima stagione...

ATLANTIC DIVISION:

 

PHILADELPHIA 76ERS:

-------------------------------

Per questa franchigia, secondo me, potrebbe valere il discorso fatto in precedenza per i Boston Celtics.....o, più semplicemente, potremmo dire la verità: questa squadra inizia e finisce con lui, “the answer”, alias Allen Iverson.

Date uno sguardo al roster: a parte “the big dog”, Glenn Robinson, che comincia ad avere qualche anno di troppo sulle spalle e qualche infortunio con troppa frequenza; a parte Samuel Dalembert, centro un po' leggerino, ma dalle buone prospettive; a parte, forse, un paio di altri buoni giocatori...la squadra si dovrà affidare interamente ad Iverson.

Una situazione un po' strana, non credete? Seguitemi che vi spiego..................

Per anni Iverson è stato il giocatore franchigia, con i suoi lati positivi e negativi. Poi.....poi qualcosa  si è rotto: l'anno scorso, sembrava che Allen fosse stufo di rimanere e Philadelphia aveva cominciato a guardarsi in giro per una possibile trade.

Ora, invece, non solo Iverson è rimasto....ma dovrà cantare e portare la croce.

Intendiamoci, se trovano l'amalgama ed Allen si esalta, sarà comunque una squadra rognosa da battere, specialmente al Wachovia Center.

Non mi stupirei di vederli arrivare ai playoff.....ma con poca strada davanti.......... 

 

TORONTO RAPTORS:

-----------------------------

Allora, Vince Carter và o resta ? E se resta, tornerà ad essere un fattore determinante per la squadra, riportando sul parquet il famoso “elicottero”...o continuerà a “vivacchiare” tra uno stop e l'altro, come successo in questi ultimi anni ?

Ecco, azzeccate queste risposte ed avrete capito tutto di quel che succederà alla franchigia canadese.

Intendiamoci, almeno sulla carta la squadra non mi dispiace nemmeno: c'è il talento pazzo di Jalen Rose (ah, se avesse avuto una capoccia sana, che carriera avrebbe avuto questo ragazzo); c'è l'esplosività di gente come Morris Peterson e Jerome Moiso; l'esperienza di gente come Alvin Williams, Donyell Marshall, Corie Blount...ma soprattutto c'è quel giocatore che trovo fantastico in prospettiva (dategli solo qualche muscolo in più...e soprattutto, fatelo giocare da ala e non da centro...): avete capito, stò parlando di Chris Bosh.

Al suo primo anno, ha fatto vedere cose fantastiche, giocando da centro...e finchè la fatica non si è fatta sentire....secondo me, quest'anno farà ancora meglio.

Sul mercato, Toronto si è assicurata Rafer Alston da Miami: giocatore da playground, ma che nella franchigia ora di Shaq ha fatto vedere di essere molto maturato.

E quindi torniamo al problema principale: e Carter ?

E' vero, Vince è (o dovrebbe essere) l'uomo franchigia...ma lui vuole vincere....e la squadra non lo sopporta più, diciamoci la verità !! Si era parlato di Dallas...si è accennato ad uno scambio con Marbury dei Knicks (e se mi dovessi giocare un dollaro, punterei su quest'opzione)....ma non so chi si prenderebbe ora questo rischio......

Certo è che qualcuno in Canada si starà maledendo per aver deciso di tenere il cugino sbagliato....

(per chi non lo sapesse, quello che mandarono via è un certo Tracy McGrady).

 

Alla prossima, con la CENTRAL DIVISION !!!!!!!!!!



19 settembre 2004

Lavori in corso
di Fab O'Back

L'estate è passata...ed eccoci nuovamente qui in trepida attesa per l'inizio della nuova stagione...

Non c'è che dire: un “mercato” così importante erano anni che non lo vedevo...ed ancora qualcosa deve succedere. Attenzione a Vince Carter ed a Jason Kidd, due giocatori in cerca di vittorie e quindi propensi a lasciare le proprie franchigie.....

Ma diamo un'occhiata alla nuova NBA che andremo a “gustarci”, iniziando dall'ATLANTIC DIVISION...

 

BOSTON CELTIC:

-----------------------

Lo ammetto: non è che abbia capito la logica di Dannie Ainge......

Credo che tutto dipenderà da “The glove”, alias Gary Payton: dopo 14 anni di NBA passati ad ovest, non mi sembra che abbia tutta questa voglia di rimettersi in gioco e, soprattutto, Boston si ritroverebbe un giocatore per certi versi “spremuto” e senza stimoli.

E' vero che ad est di playmaker “eccezionali” (soprattutto se Jason Kidd cambiasse conference) non ce ne sono molti e quindi Gary avrebbe molte partite in cui riposarsi.....ma non credo che si accontenterà di fare da chioccia ai vari Marcus Banks...

Su Fox, non credo servano molti commenti, visto che propende per il ritiro.....mentre Gugliotta può portare un po' d'esperienza nell'area “pitturata”.

I miei dubbi ce li ho sulla leadership in campo......Paul Pierce sarà pronto a prendersi la squadra sulle spalle ? Sinceramente, è una mia opinione, sono anni che seguo questo ragazzo: tecnicamente non si discute, ma in quanto a leadership, non ci siamo proprio.

Nella famosa “battaglia” contro i Nets di 3 anni fa......il leader anche nei timeout era Antoine Walker, non lui.....

Semplicemente credo che Boston abbia fatto male i calcoli: in una franchigia da ricostruire, secondo loro, Walker e Pierce insieme erano un lusso che non potevano permettersi....ed hanno scommesso sul più giovane e su quello che dava più margini di miglioramento.

Il problema è che da quella separazione, Pierce ha iniziato una parabola discendente e la squadra che ha intorno certo non lo aiuta.

E poi....mi spiegate che ci faccio con Ricky Davis se ho già Paul Pierce ???

Insomma, non sarà contento il mio migliore amico (tifosissimo dei verdi) ma la vedo mooolto dura per i prossimi anni..........

 

NEW JERSEY NETS:

----------------------------

Lo sapete, sono la mia squadra del cuore (per via di mia zia di Jersey City).

E' stato già un colpo sapere che da qui a 5 anni andranno a Brooklyn......a questo aggiungete l'avvento di Mr Ratner e la scelta che è stata fatta di ricominciare.

Dopo anni bui e sfortunati (vedi la morte improvvisa di Drazen Petrovic), New Jersey aveva avuto un bel colpo di fortuna: Kidd litiga con la moglie a Phoenix che chiama la polizia......ed ecco Jasone a East Rutherford con Marbury che fa il viaggio inverso......

A questo aggiungete una'ottima scelta che si è rivelata Kenyon Martin ed un'ottima operazione di mercato che ha portato Richard Jefferson alla franchigia della palude......

Non credevo ai miei occhi: negli ultimi 3 anni, per due volte in finale per l'anello, con la seria possibilità di vincerlo contro San Antonio......e poi.......finita la festa, si vende !!!

Mi sono già espresso: da tifoso sono deluso, ma dietro ai movimenti di Ratner/Thorn vedo una logica; bisognava tagliare i costi....e la squadra così com'era aveva bisogno di rinforzi che la nuova proprietà non poteva permettersi, soprattutto dopo il fallimento dell'operazione Mourning.

Quindi, invece di vivacchiare fino ai playoff per gli anni a venire, hanno scelto di ricominciare, puntando a prime scelte future e ad aumentare spazio salariale per attirare futuri free agent.

Ovviamente, in quest'ottica, LUI non può restare: mi riferisco al mio idolo, all'uomo a cui porterei il borsone, al tizio che ho sempre cercato (schifosamente) di imitare ogni volta che indossavo pantaloncini e canottiera sui campi di tutt'Italia: Jason Kidd.

L'età si fa sentire, gli infortuni anche....e Jasone ha capito che gli sono rimasti forse un paio d'anni ad alti livelli in cui cercare di vincere qualcosa, prima di “vivacchiare” di qua o di là.

In quest'ottica, come dicevo, ai Nets non può restare, ed allora ?

Si era parlato di Dallas (con Terry in New Jersey), ora di Portland oppure Minnesota......

Non credo molto alla trade con la franchigia dell'Oregon (Kidd di là e Abdur-Rahim di qua): l'ala forte vuole giocare sì, ma ad alti livelli: senza Kidd, New Jersey avrebbe una squadra che punterebbe alla lotteria e non credo che questa prospettiva gli piacerebbe......

Più probabile uno scambio con Minnesota (ma vi immaginate Kidd sano insieme a Sprewell ed a Garnett ???) con Cassell ed Ervin Johnson ai Nets, Kidd ai Timberwolves, Kurt Thomas ai Nets e Wally Sczerbiak da Minnesota ed Aaron Williams da New Jersey per i Knicks.

Fantabasket ? Il tempo ce lo dirà.......

Squadra comunque che potrebbe arrivare ai playoff...ma senza fare molta strada.........Cassell comincia ad essere un po' logoro, ma sa far girare la squadra e poi ha anche punti nelle mani....   

 

NEW YORK KNICKS:

-----------------------------

Ovvero...Isiah Thomas e la sua volontà di costruire una squadra vincente a New York City.

Le ha provate tutte: prima ha cercato di convincere Kobe, poi ci ha provato con Dampier.....ora fa gli occhioni dolci a Vince Carter, vedendo in lui l'uomo giusto per far riaccendere la passione dei fan.....e visti i vuoti del Madison, se ne sentirebbe veramente il bisogno.

Aveva iniziato il mercato alla grande, prendendo Brewer da Indiana ma, soprattutto, Jamal Crawford da Chicago: questo potrebbe essere uno dei colpi dell'estate.

Questo ragazzo, insieme a Marbury, potrebbe rappresentare uno delle coppie di guardie più esplosive di tutta la lega: con Jamal accanto, Stephon potrebbe essere libero dai compiti di regia che, secondo me, poco gli si addicono (vedi anche figuraccia alle Olimpiadi).

Intendiamoci, tra i due potrebbe nascere un brutto dualismo, in particolare se anche Houston tornerà a dare il suo contributo, una volta liberatosi dagli infortuni che lo hanno assillato per tutta la scorsa stagione.

Nel caso di “attrito” tra le due star, saranno Isiah Thomas e coach Wilkens a dover dare delle “priorità”: personalmente, nessun dubbio.....dentro Crawford e fuori Marbury...gran giocatore ma meno uomo-squadra dell'altro.

E' per questo motivo che Toronto stà provando a forzare la mano: Vincredible a New York e Marbury nuova stella della franchigia canadese. Fino ad oggi Isiah ha sempre rispedito indietro questa proposta, ma più per un motivo commerciale che tecnico: Marbury è il ragazzo cresciuto nel ghetto che torna a casa da star. Alle sue prime partite al Madison si è presentata tutta la sua “combriccola”...e le magliette ed i gadgets con il suo nome vanno alla grande.....

Solo per questo, secondo me, Thomas ci stà pensando.........

Per il resto, la squadra non si è migliorata poi di molto, o almeno non sufficientemente per dare fastidio ad Indiana o a Detroit: Tim Thomas deve ancora dimostrare di essere un campione.

Per ora, tra Milwaukee e New York si è fatto “apprezzare” solo per le sue parole...quanto ad altro....

Sotto canestro, poi, via anche Mutombo (ora a Houston via Chicago).....andato a vuoto il tentativo per Dampier (proprio quello che serviva)...Vin Baker non può bastare, sperando che anche Mohammed si svegli........

In questo ultimi giorni si parla di questa trade con Nets e Timberwolves: alla corte di coach Wilkens arriverebbero Wally Sczerbiak e Aaron Williams, uno che un campione non è...ma che nell'area pitturata si fa sentire, eccome.

In attesa, quindi, degli ultimi “colpi”, me la caverei con una battuta: molto rumore per nulla.......    




19 luglio 2004

I nuovi equilibri
di Fab O'Back

Come preannunciato....quest'estate sarà molto calda per il mercato NBA.


Di T-Mac e di Steve “The franchise” abbiamo già parlato...anzi, sembra ormai che stiamo parlando di qualcosa accaduta anni-luce fa.


Anche la scelta di Steve Nash di andare a fare “la chioccia” a Phoenix passa in secondo piano...così come la trade che ha visto Stephen Jackson lasciare Atlanta per Indiana, ed Al Harrington fare il percorso inverso....


Negli ultimi giorni, invece, è successo l'incredibile....l'imponderabile...cioè quello che ormai tutti si aspettavano: Shaquille ha salutato la franchigia di Hollywood, mentre il suo “caro amico” Kobe ha ovviamente deciso di restare...visto che la sua leadership non sarà più messa in discussione né da quello “grande e grosso”....nè da quello con la sua filosofia zen......


Scelta giusta quella di Kobe ? Visto con la sua ottica...direi di sì: nel roster non c'è un'altra figura con così tanto potere a L.A. (né Malone, se resta, né Payton se resta....e né Odom che arriva..); in più il nuovo coach Tomjanovic, non credo che cercherà di inimicarsi la sua stella: per prima cosa non è quel tipo di coach, e poi è appena rientrato nel giro ed in una panchina di una certa importanza.....e quindi non correrà il rischio di mandare tutto al diavolo per qualche bizza del suo “nuovo” numero 8.


La squadra è da completare certo: così com'è adesso, è un po' leggerina sotto, soprattutto se anche il postino dovesse dirigersi verso altri lidi: Grant fisicamente non è più una garanzia...soprattutto arrivati ai playoff; Odom è fantastico (secondo me) ma se gioca da 4 in una partita “fisica”...qualcosa ci perde sicuramente. Non mi stupirei, sinceramente, di vedere in gialloviola gente come Dampier o come Mihm.....vedremo.....


Per quanto riguarda Shaquille, invece, ci siamo tutti un po' stupiti per la sua scelta di andare agli Heat: dalle sue dichiarazioni, sembrava che volesse andare solo in una squadra da subito competitiva per il titolo...e quindi Dallas o Sacramento...o Indiana, al limite.


Per vari problemi, non ultimi le contropartite tecniche ed economiche, questi tentativi di trade sono miseramente falliti.....fino a quando non si è presentato un certo Pat Riley....che di gialloviola ne ha visto parecchio nella sua vita. Due chiacchiere informali, una battutina...ed ecco la trade del secolo...o giù di lì ??!!!


Ora ci sono due correnti di pensiero: fessi gli Heat e bravi a L.A......o viceversa......


Secondo me...dipende dai progetti e dalle aspettative, ma andiamo con ordine........

I Lakers sapevano che ormai la situazione non era più sostenibile tra Shaq e Kobe....ed hanno fatto la scelta più logica: mi tengo il più giovane, il più “spettacolare” e soprattutto cerco di monetizzare (in termini di giocatori) dalla cessione del “vecchietto” sotto contratto....


A mio avviso l'ago della bilancia sarà Lamarvellous: se continuerà ad esprimersi sugli stessi livelli di gioco dell'ultimo anno, lui e Kobe saranno una coppia assolutamente spettacolare, di quelle per cui paghi il biglietto solo per vederle......


Dal punto di vista degli Heat, invece, questa trade dovrebbe spostare molti equilibri ad est: uso il condizionale perchè, secondo me, dopo questo scambio, la franchigia di Miami dipenderà ancora di più da Jones. In sostanza, Shaq – Wade da soli non basta per battere Detroit e/o Indiana.......  


Certo Shaq, andando ad est, ha allungato la sua carriera di almeno altri due/tre anni ad alti livelli....e potrebbe perfino presentarsi ai playoff fresco e riposato....

..ma in questo modo Miami ha perso due giocatori che avrebbero forse non dominato la lega...ma che sarebbero stati sicuri protagonisti per più di due/tre anni......ma sotto ci potrebbe essere altro....


Voci di “corridoio” parlano di una proprietà degli Heat stufa di “partecipare” e basta...e che cominciava a pensare di cambiare modo e forma di investimento......

La mossa Shaq potrebbe essere l'ultimo tentativo per arrivare all'anello (o almeno molto vicino) in tempi stretti.....come al solito il tempo ci dirà chi ha ragione.....

 


In ultimo, parliamo della trade che mi è più a cuore, essendo io un tifoso dei Nets: Martin a Denver in cambio di tre prime scelte future......


La prendo alla lontana: Martin è uno antipatico, uno sbruffone, uno che parla troppo...è vero...ma guardiamo quello che ha fatto per la franchigia: scelto nel 2000, ha passato il primo anno praticamente infortunato...poi ha preso per mano la squadra diventando il miglior rimbalzista, il miglior difensore-stoppatore ed imparando (piano piano, eh) anche ad essere un realizzatore.

E' stato scelto per il team USA....è stato selezionato come ALL-STAR...insomma non parliamo di un pippone assoluto.....


Denver acquisisce quella cattiveria che gli mancava a certi livelli: lì Martin non dovrà occuparsi tantissimo di fare punti...quanto di evitarli, ed in questo può diventare veramente un grosso specialista.....


Detto questo, non resta che recitare il deprufundis per una franchigia che aveva invece dato incredibili segni di vita negli ultimi due anni....a meno che.........non sia ancora un colpo da maestro di Mr Rod Thorn. Tranquilli, non sono impazzito e non ho nemmeno preso un colpo di sole....abbiate pazienza di seguire il mio ragionamento.


I Nets hanno un obiettivo problema salariale, anche in funzione del prossimo anno quando anche Richard Jefferson busserà per un contratto migliore. La trade di Martin, quindi, fa capire come la società punti molto su questo ragazzo, in brevissimo tempo diventato già la principale “bocca di fuoco” di New Jersey/Brooklyn, e destinato ad una carriera folgorante.

In questo caso, comunque, il fattore tempo era determinante: fino all'ultimo, secondo me, i Nets hanno aspettato di vedere cosa succedeva a sud, direzione Florida.


Una volta che Shaquille si è accasato presso gli Heat, lo scenario era chiaro: almeno per un paio d'anni, l'Eastern Conference dovrebbe essere territorio di caccia dei Pistons, degli Heats e dei Pacers e quindi i Nets hanno deciso di liberare spazio salariale, e di attrezzarsi per il futuro con tre prime scelte nei prossimi anni, con la possibilità addirittura di trovarsi con la prima scelta assoluta per più di una volta......


Personalmente sono dispiaciuto che Martin sia andato via, perchè è comunque un segnale di resa: ma meglio così che ricevere in cambio Nenè o Boykins: con tutto il rispetto per questi due ottimi giocatori, non sarebbero certo stati quelli che avrebbero spostato gli equilibri.


Il futuro ci attende (a noi Nets) e che Dio ce la mandi buona !!!


Nel frattempo... I LOVE THIS GAME !!

 

 

5 luglio 2004

Gente che và . . .
di Fab O'Back

 

Ci siamo…..un’altra stagione è stata archiviata con la vittoria “a sorpresa” dei nuovi bad boys…un altro draft se ne è andato (niente a che vedere, comunque, con quello dello scorso anno)….ma ci aspetta un’estate “calda” forse la più interessante di questi ultimi anni.

Molte sono le stelle che se ne sono andate dalle proprie squadre o che minacciano di farlo: a mio avviso, ne vedremo ancora delle belle.


Ma andiamo con ordine…..


Aveva iniziato tutto (tanto per cambiare) quel mattacchione di Cuban per i suoi Dallas: dentro Jerry Stackhouse, Christian Laettner (della serie a volte ritornano…) e spiccioli da Washington, in cambio “solo” di Antawn Jamison…Bè, se restasse tutto così il “colpo”, secondo me, lo avrebbero fatto i Wizards. Jamison è stato sicuramente il miglior sesto uomo della lega: è giovane, ha ottimi colpi d’attacco, ha la testa sulle spalle ed è (al contrario di Stackhouse) un vero uomo-squadra.


Dal punto di vista di Dallas (se da quella parte si usasse la logica, ogni tanto) questo scenario dovrebbe precedere altre e più succose trades, leggasi Shaquille O’Neal.


E mentre tutti siamo lì a studiare, cercare di leggere tra le righe delle varie dichiarazioni…..un certo Steve Nash dice addio anche lui a Dallas e ritorna a Phoenix (ma allora…a volte ritornano sul serio…). Ed ora ??? Il vostro “esperto” vi dice…boh ?


In quella franchigia le scelte sono sempre state “particolari”…a meno che non abbia ragione mia zia che vive a Jersey City: prima della chiusura dei giochi, con la sicurezza che anche Shaq sia della partita, Kidd dirà addio ai New Jersey/Brooklyn Nets e tornerà (eccone un altro) in Texas…oh, vi voglio avvisare: in genere mia zia le becca tutte !!


Per Phoenix, Nash è proprio quello che gli serve: è un all-star, ha esperienza, è un leader carismatico ed ha molta esperienza: una chioccia ideale per i molti giovani di coach D’Antoni.


Certo, il sogno resta Kobe….ma credo che abbiano la sensazione che non si muoverà di lì…..


Ma sì, facciamo un salto nella franchigia più chiacchierata della lega: Shaq và via o resta ? E Kobe ? Malone si ritira veramente ? E l’allenatore ?


Piano, piano…la mia impressione è che tutte queste cose siano legate tra di loro: Shaq sembrerebbe aver deciso di andarsene, visto che ritiene che Kobe sia il vero “cocco di mamma L.A.”. Forse andrà a Dallas, forse a Sacramento, ma il suo intento è di andare in una squadra già competitiva per il titolo (goodbye, quindi, a Clippers, Warriors, ecc…). Altri scenari sono improponibili, come la voce che voleva i Nets interessati: da tifoso sarei felice, certo…..ma per averlo si dovrebbe dar via mezza squadra (quella buona, per intenderci…).


Anche Kobe voleva andar via….ma per lui la cosa più importante è che vuole essere in campo e fuori il vero CAPO. Le sue ultime dichiarazioni sono, però, un po’ contraddittorie: dice di voler giocare in una squadra di giovani (indizio pro Phoenix) ma poi sponsorizza coach K da Duke per i suoi Lakers come condizione primaria per rifirmare.


Posto anche che arrivi, dove sono i giovani a L.A. ? Si Rush, certo, ma poi ci sono ancora (al momento) Fisher, Payton, Russell, Fox per non parlare di Malone se non si ritira…..quindi ?


Per quanto riguarda coach K, devo dire che l’idea mi affascina: è abituato alle pressioni, visto dove allenava, è sufficientemente un “duro” ma sa anche dialogare con i giocatori.


Secondo me, se Los Angeles svecchierà il roster, è in assoluto la scelta migliore che potessero fare, altrimenti avrei messo lì Tomjanovic.


Infine, veniamo al RIBALTONE Mc Grady/Francis.


Dal punto di vista di Orlando, è l’ennesima ricostruzione: in quest’ottica và, secondo me, interpretata la scelta al draft: Howard può diventare in prospettiva devastante e credo che Orlando non si sia completamente fidata della schiena di Okafor. Da Grant Hill in poi, la dirigenza è terrorizzata da giocatori che non sembrino completamente integri.


Ad Orlando, inoltre, Francis dovrebbe essere libero dai compiti di regia e quindi tornare ad essere un creatore/realizzatore come a Houston prima dell’era Van Gundy. Voci di corridoio, comunque, parlano di una volontà del giocatore di non restare in Florida….ma non ci credo molto.

Dal punto di vista di Houston, invece, l’intento è chiaro: vincere l’anello.

Lo so, lo so: tutti già paragonano il duo Tracy/Yao al ben più noto Kobe/Shaq. A mio modesto parere tecnicamente le due coppie non si assomigliano nemmeno un po’.


Tracy Mc Grady è indiscutibilmente tra i primi 3 della lega: in attacco è assolutamente devastante, ma è anche tra le poche stelle ad accettare tranquillamente di non prendere un tiro a favore di un compagno meglio piazzato (per intendersi…tutto il contrario di Steve “The Franchise”).


In questo modo a Houston sperano che Yao Ming venga più coinvolto in attacco, convinti come sono che da qui 10 anni sarà lui il vero centro devastante della lega.


Problema (eh già, perché ci sarebbe un problema): il leader della squadra ?


Prima c’era Steve….ma con l’avvento di Van Gundy, sembrerebbe il coach il vero, unico ed indiscusso leader nello spogliatoio…..per il sottoscritto sono tutte balle…


Tutti i giocatori (o come me gli ex giocatori) sanno benissimo che per quanto il coach possa essere un duro, in campo non può andare: quale sarà il giocatore su cui fare affidamento?


Il cinesone ? Ma dai…..McGrady ? Forse….ma attenzione al suo soprannome..”The big sleeper”.


Proprio questo, alla lunga potrebbe diventare un problema…..ma se invece l’amalgama funziona, e quei due giocano come sanno…..la stagione 2004/05 è andata…..


Comunque non c’è dubbio: I LOVE THIS GAME !!




20 giugno 2004

Scusate il ritardo
di Fab O'Back

 

E già, ormai anche questa stagione NBA và archiviata: i Pistons battono 4-1 i Lakers e si aggiudicano il tanto agognato anello.


In questi giorni ho sentito dire tante cose…..paragonare questa sorpresa con “storiche” vittorie degli anni ’60 nel baseball e nel football….ma nello sport, secondo me, si vince per merito…e Detroit questo titolo se l’è veramente meritata.
Certo, io stesso ad inizio serie avevo pronosticato i Lakers: complessivamente mi sembravano meglio attrezzati, soprattutto per quanto riguarda l’esperienza, fondamentale in queste partite.


Invece i giallo-viola sono stati letteralmente spazzati via: è un 4-1 che ha lo stesso valore di un 4-0 se pensiamo al “miracolo” di Kobe Bryant in Gara2.
Certo, nessuno se lo sarebbe aspettato, ma il campo non mente mai…..


Nel mio precedente articolo avevo sottolineato i “demeriti” dei Lakers. Con questo non voglio assolutamente dire che per i Pistons è stato facile….ma dall’altra parte non c’è stata quasi alcuna opposizione……come ce lo spiegamo ?

Se vi ricordate, in fase di presentazione dei playoff avevo detto che se a Los Angeles tutti avessero giocato come Squadra, si sarebbe dovuto fare i conti con loro per il titolo.

Le serie contro San Antonio e contro Minnesota avevano dato questo segnale: punti decisivi dalla panchina, polemiche assopite….e tutti con lo sguardo da tigre.

Poi, si arriva alla FINALE e…..BUM !!! il giocattolo si rompe (ed anche Malone) e tutti a casa con musi lunghi.
Scusate se vado giù duro…ma quello che ci hanno fatto vedere i Lakers in finale è uno spot CONTRO il gioco di squadra, tutto il contrario dei Pistons che, infatti, hanno vinto.

Nessun aiuto o , comunque, tardivo. Giocatori (anche di un certo valore contrattuale) che passavano i tiri e poi scelte a dir poco “cervellotiche” di coach Jackson (Fisher che marca Hamilton ??? ma dai….).
E nei timeout ? Chi guardava di qua…..chi guardava di là (soprattutto le stelle)…..ma nessuno che si guardava dritto negli occhi.

Forse la dirigenza di L.A. dovrebbe semplicemente prendere atto che è la fine di un ciclo…che ormai certi giocatori si “odiano” troppo per riuscire ad essere produttivi INSIEME.

Cosa succederà ?
Mah, la logica direbbe via Payton, via Jackson, e via uno tra Kobe e Shaq, con Malone grosso punto interrogativo…ma non sempre in California si fanno le cose secondo logica…..!

Ma veniamo ai vincitori, i Detroit Pistons !!
Sono tornati i “bad boys” !!
Titolo scontato, eh ? Avete ragione…..Scherzi a parte, grossi meriti a coach Brown: lo ammetto (e forse ve l’ho già detto), mi è cordialmente antipatico da sempre…..ma pochi conoscono questo gioco come lui.

Ha fatto un grosso lavoro con Billups, facendogli capire che poteva essere un regista-realizzatore e quindi di non “accontentarsi” di fare la guardia tiratrice; ha galvanizzato Hamilton…a tratti veramente immarcabile….ed ha anche tenuto sotto controllo un tipetto per niente tranquillo come Rasheed Wallace.

Vedere Rasheed così coinvolto nelle sorti della squadra e dei suoi compagni, vederlo così umile da accettare la panchina per lunghi tratti: è vero che eravamo in finale….ma lo stesso atteggiamento lo ha tenuto durante tutti i playoff.
Ditemi voi se è lo stesso comportamento che aveva a Portland….

La panchina, poi è stata incredibile: chiunque entrava dava una mano stoppando, difendendo, tirando, recuperando palloni su palloni…..Billups è stato meritatamente MVP (anche alla faccia mia che l’ho sempre criticato) ma tutta la squadra si è espressa da 8…Milicic a parte…ma di questo ne parleremo un’altra volta.

Certo, la squadra ha rischiato di uscire (sfida con I NETS)..ma proprio eliminando la franchigia di New Jersey due volte campione ad est…e che lo scorso anno li aveva eliminati con un secco 4-0….ecco, proprio quella vittoria, per me, è stata la chiave di tutto.

I giocatori hanno capito che i campioni potevano e dovevano essere loro.

Non ci sarà mai la controprova, ma provate a risolvere questo quesito: Larry Brown avrebbe vinto questo titolo con i Detroit dello scorso anno senza Rasheed ? oppure…Rick Carlisle, avrebbe vinto il titolo con questa squadra con Rasheed appunto ?

Io un’idea ce l’ho….ma ve lo dico…alla prossima.

Ah,dimenticavo…è ufficiale: I LOVE THIS GAME!!!!



13 giugno 2004

Cattivi ragazzi
di Fab O'Back

 

Lo sò, pensate che mi riferisca ai Pistons, notoriamente conosciuti come i “bad boys”….


Certo, sono in vantaggio 2-1 nella serie (e poteva essere 3 – 0) e sono da molti indicati come i sicuri vincitori del titolo….ma, per la verità, mi riferisco a quelli dei Lakers (tra staff e giocatori) che fino ad ora si meritano una bella insufficienza.


Ma andiamo con ordine……


E’ facile dire che questa sfida si sarebbe giocata sicuramente con gli scontri diretti: Payton/Billups, Hamilton/Bryant…..ecc…..Forse una l’avevamo (incluso il sottoscritto) sottovalutata: quella tra gli allenatori, Phil Jackson per i Lakers e Larry Brown per i Pistons.


Ecco il primo “cattivo ragazzo”: Phil Jackson è sembrato sorpreso dalle mosse dell’altro, in particolare da quella di “rispolverare” Elden Campbell per fare una staffetta Wallace/Wallace e Okur/Campbell, appunto.
Bisogna riconoscere che Malone è praticamente a pezzi….ma Shaquille da solo lì sotto non ce la può fare.
E poi….va bene lo zen….ma quello dall’altra parte sembra indiavolato…strilla, incita, suggerisce…addirittura segue il suo playmaker continuando a parlare ben due metri dentro il campo e lui ??
Seduto…addirittura sembra infastidito quando deve chiamare un time out per bloccare la valanga…..Non sempre ci può essere San Kobe a fare il miracolo.


Se anche gara 4 và come le altre…temo che i Lakers dovranno dire addio all’anello.

Un altro“cattivo ragazzo” fino ad ora è sicuramente Payton…addirittura un fantasma se lo paragoniamo al giocatore che tutti conosciamo.
Vi avevo detto che Billups è più prestante fisicamente ed anche più attaccante, ma mi aspettavo da “The Glove” tutta un’altra serie: dopotutto la sua arma in più doveva essere l’esperienza…invece si lascia mettere sotto come un pivellino...


Kobe e Shaquille il loro dovere (più o meno) lo stanno facendo: certo gara3 di Bryant è da dimenticare….ma ricordiamoci quello che ha fatto in gara2; anche Shaq lotta…ma stavolta oltre a Ben e Rasheed, ci sono messi anche Okur e Campbell ?
Mancherebbe solo Milicic che entra e gli stoppa il tiro decisivo….e poi le ho viste tutte !!


Anche su Malone non mi và di esprimere un giudizio negativo: è in campo solo per la voglia che ha di prendersi quell’anello, ma non è nemmeno il lontano parente di quello che ha dominato mentalmente e fisicamente Tim Duncan…..quindi, le altre insufficienze sono da dare a Devean George ed alla panchina Lakers.
Il primo non riesce ad incidere né difensivamente, né in attacco (e questo è sempre stato il suo limite), mentre le riserve giallo-viola ( a parte qualche sprazzo di Luke Walton e di Kareem Rush) stanno perdendo drammaticamente il confronto con i loro colleghi di Detroit .


Di Campbell ed Okur ho già parlato…ma che dire dell’intensità, dell’abnegazione e della voglia di vincere dimostrata in campo da gente come Corliss Williamson e Lindsey Hunter ?


Il linguaggio del corpo parla chiaro, ve l’ho detto: o i Lakers capiscono che devono gettarsi nel fango e lottare su ogni pallone…oppure anche stavolta…avrò sbagliato il pronostico !!!


Per ora ciao a tutti e a ncora una volta..I LOVE THIS GAME !!

 

 

 

7 giugno 2004

I Signori dell'Anello
di Fab O'Back

 

E così ci siamo…..una volta tanto il sottoscritto indovina il pronostico…..ed ora ?

Bè, se proprio me lo chiedete, dico Lakers….ma non sarà una passeggiata come due anni fa con i Nets. Perché ? Abbiate pazienza di leggere un po’ più in basso……

 

WESTERN CONFERENCE: LOS ANGELES LAKERS

 

Si è infranto contro il muro giallo-viola, il sogno di Garnett di vincere il suo primo titolo.

Purtroppo per lui, Sam Cassell si è infortunato sul più bello.

Probabilmente, anche con Sam I am al 100%, il titolo ad ovest sarebbe andato ai Lakers….ma forse con un po’ di suspance in più. Il grosso problema, come già vi avevo accennato, è stato contrastare Shaquille O’Neal: né Olowokandi, né Johnson…..né tutti gli altri che si sono alternati hanno potuto “infastidirlo”, impegnandolo in attacco e contrastandolo in difesa…e quindi…..titolo ai Lakers ed arrivederci all’anno prossimo. Intendiamoci, non è che Kobe Bryant, Karl Malone, Devean Gorge e gli altri abbiano solo guardato, anzi; ma la sfida secondo me determinante si è giocata sotto canestro.

Dopo tutto ve lo avevo detto: Kevin Garnett non può sempre attaccare, correre in difesa e saltare al rimbalzo ed in più essere lucido nei momenti cruciali…..altrimenti oltre al titolo di MVP, dovrebbero assegnargli anche quello di ROBOCOP…..

Per le volpi, ora, arriverà il momento di decidere: continuare l’assalto al titolo (quindi trattenere Sprewell e cercare un centro almeno decente) o “accontentarsi” ? Se la scelta fosse questa……occhio alle decisioni di “The revolution”……

Ma andiamo in casa dei vincenti: fateci caso, dalla serie vinta con San Antonio…sembra che tutti in squadra si amino. Già, mi vedo proprio Payton che invia un mazzo di rose a Phil Jackson…oppure Shaq che balla un valzer con Kobe…..

Forse si potrebbe parlare di tregua armata…ma questa è la loro arma: hanno tutti troppa esperienza per non capire che, arrivati a questo punto, tutti ( e sottolineo tutti) devono dare il loro contributo per aggiungere un altro trofeo in bacheca, soprattutto contro la squadra di Larry Brown.

Vedo Payton ancora in difficoltà, ma finalmente anche la panchina comincia a dare un contributo importante e proprio questo potrebbe fare la differenza contro i nuovi “bad boys”.  

 

EASTERN CONFERENCE: DETROIT PISTONS

 

Sorpresi ? Ad essere sinceri io no. Potete controllare i precedenti articoli, ma ho sempre avuto grossi dubbi su Indiana. Grande coach, per carità…un all star come Jermaine O’Neal, un “duro” come Ron Artest….un vecchio marpione come Reggie Miller……e poi una serie di giovani promesse o di vecchie speranze (Foster e Croshere, tanto per fare un esempio).

Eppure…qualcosa non mi convinceva anche durante la stagione regolare, tra l’altro stravinta dai Pacers. Non voglio ripetermi né annoiarvi….ma quello che è successo lo avete visto.

E’ vero, O’Neal è arrivato alle sfide decisive praticamente a pezzi e questo bisogna riconoscerlo….ma non è ancora il trascinatore che dovrebbe essere.

Diciamoci la verità: lui stà ad Indiana come Garnett a Minnesota. Ma l’influenza dei due sui compagni di squadra è completamente diversa. Avete visto gli sguardi di fuoco dell’MVP a compagni e coach ? Nei Pacers, invece, chi và a rimproverare…è Artest…..ma così toglie importanza all’altro. E poi, c’è Miller: la Conseco è casa sua…lì comanda lui. Nello spogliatoio è lui che decide i posti, in pratica…..e questo la squadra lo sente.

Insomma o O’Neal inizia a fare la voce grossa (con i compagni, mica solo con la stampa) oppure lui sarà sempre un campionissimo ma senza influenza, almeno fino a quando resteranno Miller ed Artest.

A proposito di quest’ultimo: era così voglioso di trascinare la squadra che ha fatto l’errore opposto….Specialmente in attacco (dove ha sempre sofferto) è finito  fuori giri, favorendo i Pistons.

Per la cabina di regia, Tinsley da rivedere (magari sano)….ma un dubbio mi resta ? Tanti minuti a Johnson…ma siamo sicuri che Kenny Anderson sia un giocatore finito ?

Ma veniamo, anche qui, ai vincitori: l’impatto dei Wallace  è stato devastante, certo, ma una particolare mensione và fatta a Rip Hamilton. E’ lui il vero trascinatore della squadra, “la bocca da fuoco”, il terminale offensivo. A tratti è sembrato assolutamente immarcabile e, comunque, stà giocando alla grandissima dall’inizio dei playoff. Giuro che non me lo sarei mai aspettato.

Ho sempre pensato di lui (anche ai tempi di Washington) che fosse un ottimo giocatore con buoni colpi in attacco…ma che non sarebbe mai stato determinante.

Ecco…ho perso un’altra buona occasione per starmene zitto !

Invece, ora, sono proprio curioso di vedere come e con chi Los Angeles tenterà di marcarlo: Kobe, a mio avviso, non è adatto….forse Gorge, ma Hamilton ha più mobilità.

Sicuramente questa sarà una sfida chiave per la serie….oltre alle normali Rasheed/Malone e Ben/Shaq. Un’altra sfida importante sarà quella Payton/Billups: quest’ultimo è sicuramente più forte fisicamente ed è anche piuù “attaccante”; soffre, però, quando viene attaccato in velocità.

Payton, da questo punto di vista, mi sembra perdente….ma occhio alla sua straordinaria esperienza.

 

In sostanza credo che sarà una sfida avvincente, magari risolta da singoli episodi.

Restate in contatto, allora e non dimenticate: I LOVE THIS GAME !

 


1 giugno 2004

Le finali
di Fab O'Back

 

Al momento in cui scrivo, sono ancora in svolgimento le finali di conference…ma direi che un’idea ce la siamo già fatta, no ? Ma vediamole una per una…..

 

WESTERN CONFERENCE:

 

MINNESOTA – LAKERS (1 – 3)

Non dite che non vi avevo avvisato…Ma sì, ricordate cosa avevo scritto a proposito di questa sfida, parlando dell’esperienza dei Lakers ? Dai, una volta tanto avevo ragione….!

Minnesota è ammirevole: stà affrontando queste finali con tutta la voglia di andare contro i pronostici….ma certo che il riacutizzarzi del dolore alla schiena per “Sam I am” è stata veramente una tegola per la franchigia delle “volpi”.

Certo, Martin in gara 2 ha giocato la partita della vita…ma proprio perché tale, difficilmente ripetibile. Garnett, Sprewell stanno tenendo la squadra sulle loro spalle, finalmente appoggiati anche da Wally Szczerbiak . Il problema è che il resto della squadra, mi dispiace dirlo, non si stà dimostrando all’altezza….soprattutto se considerate che dall’altra parte ci sono giocatori che, in linea di massima, a giocare sotto pressione sono abituati…da qualche annetto.

Senza Cassell a mettere un minimo di pressione su Payton/Fisher, il gioco per i giallo-viola si fa facile. Altro grosso problema…..chi ferma Shaq ? 19 punti e 19 rimbalzi (qualcuno preso praticamente “sbadigliando”) nell’ultimo incontro disputato: Ervin Johnson ha troppi pochi minuti nelle gambe, soprattutto giocando con quest’intensità….e Garnett non può ogni volta “cantare e portare la croce” contemporaneamente. Il grande assente (si fa per dire) è Olowokandi: lo so, ho già parlato male di lui…ma da questo “ragazzone” tutti si aspettavano qualcosa in più. Comincio a pensare che anche se emigrasse ad est (e comunque glielo consiglio) dove di centri “devastanti” ce ne sono pochini…bè, con l’atteggiamento e con la faccia delle ultime partite….farebbe fatica anche lì.

Per il resto…già, ci sono anche loro: Malone, O’Neal, Bryant…mi sembra che giochino come il gatto con il topo…soprattutto Kobe: a volte lo vedo, sembra quasi passeggiare per il campo chiedendosi….e questi chi sono ? Poi, all’improvviso (ma guarda caso sempre quando si decide la gara) inizia a giocare ed allora….buio totale (per gli altri, ovviamente).

Devo proprio dire come penso che finirà la serie ? Credo sia chiaro, no ?

 

EASTERN CONFERENCE

 

INDIANA – DETROIT (2 – 2)

Devo dire che se avessi scritto quest’articolo dopo gara3…mi sarei sbilanciato dando Detroit vincente.

Indiana era partita alla grande, anche più di quanto mi aspettassi, anche se, con il senno di poi, posso dire che forse Detroit nella prima sfida è partita un po’ “scarica”, forse leggermente appagata dopo la “passeggiata” con i Nets in gara7 delle semifinali.

Alla fine della partita, avevo sentito le dichiarazioni di Rasheed Wallace…ma devo ammettere che le avevo giudicate le sue solite spacconate. Quello che avevo sottovalutato (mea culpa, mea culpa) era che quelle dichiarazioni erano rivolte ai suoi compagni, non agli altri….

Riguardatevi gara2…..in campo per Detroit sembrava ci fossero 5 vampiri assetati del sangue dei malcapitati Pacers. Gara3, poi, sembrava la normale prosecuzione della gara precedente: ogni qualvolta i Pistons alzavano il volume, i “giovani virgulti” dei Pacers scomparivano..dando ragione a chi (come me) non li vede ancora prontissimi per il titolo. Quello che mi aveva colpito, tra l’altro, era l’anonimato in cui era caduto Ron Artest, l’unico a mio modo di vedere, in grado di rispondere da “duro” ad un duro come Rasheed Wallace. Anche l’altro Wallace, Ben, era assoluto padrone dell’area pitturata, cancellando anche un’ottimo rimbalzista come Jeff Foster.

Ma ecco che arriva gara4…..e capisco una volta di più perché adoro questo gioco….seguitemi che ve lo spiego.

Quel bravo allenatore che si chiama Rick Carlisle, si è riguardato le partite ed ha pensato (dai, fate finta che lo sappia veramente): se continuo così, i miei andranno sempre a sbattere contro il muro dei Wallace….devo fare in modo che siano loro ad inseguire i miei.

Si gira verso la panchina..ed in un angolo in fondo incrocia lo sguardo di un tal Austin Croshere…uno che non sarà Michael Jordan….ma che proprio un pippone non è…..ed ha anche la sua bella esperienza. Certo, direte voi, una sfida Ben Wallace – Austin Croshere è improponibile…sotto canestro….ma fuori ? E così il buon Austin ne mette 14 costringendo i Pistons a marcature a cui non sono proprio abituati: sia Croshere che Jermaine O’Neal, sono dei centri atipici, veramente letali se possono attaccare il canestro partendo da fuori l’area pitturata.

E non dimenticate i 15 punti di Reggie Miller, assolutamente “the highlander”.

Insomma, tutto è ancora da decidere…ma ormai il mio pronostico è fatto e quindi insisto: Detroit va a sfidare i Lakers superando Indiana alla bella.

Nel frattempo….I LOVE THIS GAME !       

 



23 maggio 2004

Primi verdetti
di Fab O'Back

 

 

Eccoci qui…..siamo alle finali di conference INDIANA – DETROIT e MINNESOTA – LAKERS. Tutto come previsto ? Bè, non direi….ma credo che ci aspettino delle serie lunghe, soprattutto ad est. In quanto ai miei pronostici…è vero, ad ovest non ne ho preso uno…..ma ad est 100%….quindi, sull’onda dell’entusiasmo ecco la mia finale: DETROIT-LAKERS….e che gli dei del basket me la mandino buona !!!!

Ma vediamo cosa è successo in questa settimana….

 

WESTERN CONFERENCE

 

MINNESOTA-SACRAMENTO: (4 – 3)

E’ vero, avevo pronosticato Sacramento…ma avevo comunque detto che mi aspettavo che le squadre sarebbero arrivate alla bella…

A mio avviso è arrivato il momento per la compagine californiana di guardarsi in faccia: perdere alla bella un anno può succedere, due anni è sfortuna…..ma uscire dalla corsa al titolo ancora una volta in questo modo…è impossibile !!

Vi avevo avvisato che qualcosa mi sembrava “scricchiolasse” già sul 3-2 per Minnesota….ora c’è stato il crollo vero e proprio !! Non ho mai parlato male dei coach in genere…ma stavolta due paroline le devo dire: in regular season la squadra girava che era un piacere, con Divac e Miller sotto canestro a difendere e dispensare assist e con Stojakovic che colpiva praticamente da ogni posizione…senza dimenticare Bibby che sembrava a tratti imprendibile per le difese avversarie….

Ma in tutto questo….già…mancava Webber, perché infortunato. Con il suo ritorno, però, coach Adelmann gli ha ridato la squadra, non accorgendosi che Webber stesso non era pronto…ma soprattutto non accorgendosi che la squadra aveva trovato i suoi equilibri, anche interni allo spogliatoio…..Il risultato? Crisi di rigetto, Stojakovic diventato improvvisamente un “pippone” e tutti a domandarsi quale può essere il futuro per questa franchigia.

Io ne vedo uno solo: addio Webber o addio Stojakovic (con quest’ultimo favorito) + Divac oltre che benvenuto ad un nuovo coach. Vi dò una dritta…occhio ad eventuali scambi Sacramento-New Jersey……con indiziati Martin e Jefferson….

Che dire di Minnesota ? Cassell, Sprewell..tutta la squadra è stata fantastica…ma lui…lui è stato STELLARE ! Chiamatelo KG, chiamatelo MVP, chiamatelo “The Revolution” o chiamatelo semplicemente Kevin Garnett: questo ragazzo era arrivato ad un bivio, stanco ormai di belle parole..ma di uscire sempre al primo turno dei playoff….o dentro o addio Minnesota.

La sua voglia di vincere è incredibile, commovente e faccio veramente il tifo per lui, ora….ma Cassell ha la schiena a pezzi e quelli là hanno troppa esperienza in più…troppa !

  

Di Los Angeles – San Antonio vi avevo già detto……

 

EASTERN CONFERENCE:

 

DETROIT-NEW JERSEY (4 – 3)

Va bene…prendetemi anche in giro…ma come tifoso ci avevo sperato: serviva ancora una grande prestazione per contrastare Detroit che, come vi avevo già detto, per me era più forte di New Jersey. Ora le prospettive per la squadra di Jasone sono molteplici..ma nessuna è certa…a partire da dove giocheranno la prossima stagione: ancora New Jersey ? O Brooklyn ?

Per la squadra..si parla di un rientro di Mourning (ANCORA ???), di una possibile trade Jason Kidd / Tony Parker con San Antonio (improbabile). Sicuramente i Nets cercheranno una shooting guard di spessore (Kittles non garantisce punti sufficienti ed Harris sembra essere più efficace subentrando dalla panchina) ed andranno anche alla ricerca di un “omone” che possa contrastare un domani i vari Wallace e via dicendo…..

New Jersey deve anche risolvere la “grana” Martin.. e soprattutto dovranno trovare un sostituto per Jason Kidd: o Planinic si sveglia…oppure dovranno guardare al mercato….Però, una vocina mi dice una cosa veramente pazza: ritornate al capitolo Sacramento e fatevi questa idea: và via Stojakovic ? Ok, Stojakovic e Divac ai Nets in cambio di Jefferson e Williams……Và via Webber ? Il viaggio verso la california potrebbe farlo Martin ed il suo nuovo contratto……

In quanto a Detroit….squadra “tosta”, completa ma ho sempre il dubbio Billups (in gara 7 aveva di fronte il fantasma di Kidd): se continua a girare così, si beve anche “The abuser” alias Tinsley e porta Detroit alla finale per l’anello. Permettetemi un appunto: hey, coach Brown…..lei è un’idolo per tanti come noi che si dilettano a fare gli allenatori……certe dichiarazioni sul giovane Frank….se le può anche risparmiare, ok ?

 

INDIANA-MIAMI (4 – 2)

Finalmente una vittoria fuori casa !!!!

Grande Miami, ha stupito tutti ed ha messo in mostra uno che, forse forse, si sarebbe veramente meritato il titolo di rookie dell’anno…..ma lasciamo stare le polemiche….onore ai perdenti ed occhio, perché con un paio di aggiustamenti (e magari con un Jones in meno) questi li ritroviamo a lungo a contendersi la finale ad est…diavolo di un Riley !!

In quanto ad Indiana…quando il gioco si fa duro….i duri iniziano a giocare: e quindi grande prestazione di Artest (ovviamente) e dell’altro….com’è che si chiama ? No, non O’Neal….ma REGGIE MILLER ! Il “ragazzo” ha portato a casa 15 punti ma anche tanta tanta concretezza, quella che fa vincere le partite…..

Capitolo a parte per Jermaine O’Neal: non stò bestemmiando, è un campione..ma i miei dubbi riguardano la sua leadership e la sua capacità di portarsi dietro la squadra….Quando và tutto bene, lui infila triple doppie che è un piacere……ma quando le cose vanno male…ci deve pensare Artest…..?? Eh no, così non và ! Importantissima sarà la sua sfida con Wallace…ma al momento vedo l’altro favorito…….e se Jermaine subirà la sua aggressività, allora per Indiana saranno veramente dolori……   

 

Non ci resta che attendere e ..I LOVE THIS GAME




17 maggio 2004

Nessun dorma.
di Fab O'Back

 

 

Al momento in cui vi scrivo sono ancora in pieno svolgimento le semifinali (bè, tutte tranne una…): personalmente credo che siano le più belle (almeno quanto ad intensità) viste in questi ultimi anni