Alla fine siamo giunti ad una conclusione.
O almeno a quella che sembra essere tale.
E’ notizia di ieri: i principali imputati dello scandalo BALCO (Victor Conte e Greg Anderson) davanti alla Corte Distrettuale di San Francisco, che li doveva giudicare di produzione detenzione e spaccio di sostanze illegali e di altri 39 capi di accusa, si sono dichiarati colpevoli, patteggiando una pena di 4 mesi di carcere e altri 4 di arresti domiciliari.
Questo sembra essere il colpo di spugna definitivo su una storia scomoda, troppo scomoda per tutti.
Ma come si è giunti a voler dimenticare tutto?
Cosa è successo negli scorsi mesi?
E’ successo veramente un po’ di tutto. Ecco gli eventi salienti dall’ultimo aggiornamento che avevamo effettuato.
2-3-05
Udienza per il processo a Bill Romanowski intentatogli dall’ex-giocatore dei Raiders Marcus Williams.
Secondo le varie testimonianze, dopo un violento diverbio, Romanowski aveva aggredito il compagno di squadra procurandogli delle fratture facciali.
In un’udienza preliminare, il giudice incaricato aveva considerato "difficilmente ammissibili" le prove legate al "presunto" (ma non troppo- ndT) uso di sostanze dopanti, con lo scopo di provare l’origine di tanta aggressività
3-3-05
Si muove addirittura il Congresso degli Stati Uniti.
In particolare la commissione che si occupa dello sport rende noti i nomi delle persone che verranno ascoltate il 17 Marzo.
Tra questi spiccano i nomi di Mark McGwire, Jason Giambi, Sammy Sosa e di Jose Canseco, quest’ultimo come persona informata dei fatti.
In che senso?
Semplice, da pochi giorni è uscita in tutte le librerie americane proprio l’autobiografia di Jose Canseco, in cui racconta tutti i particolari dell’ampio uso di steroidi e di altri preparati dopanti.
L’avvocato di Canseco riesce ad ottenere l’immunità in cambio della testimonianza del suo cliente.
Tra i nomi non c’è (guarda caso) quello di Barry Bonds
5-3-05
Pessima figura,
quella rimediata dal governatore della California Arnold Schwarzenegger.
Ma fornisce un quadro preciso della situazione
Il governatore sta preparando il suo "Arnold Classic", gara di body-building internazionale, a Columbus, nell’Ohio.
L’occasione è quella di una conferenza stampa, in cui Schwarzenegger sta rispondendo alle domande dei cronisti anche a proposito dell’utilizzo di steroidi anabolizzanti nel body-building, ambiente in cui l’uso è diffusissimo.
Ad una domanda precisa di un cronista della NBC, l’ex-campione di body-building ammette tranquillamente di aver fatto uso durante la sua carriera professionistica di steroidi anabolizzanti, ma…. sotto stretto controllo medico. E aggiunge, come se non bastasse, che si è sempre impegnato per diffondere le informazioni sui rischi degli anabolizzanti, ma che non si è mai pentito di averne fatto uso.
Arriva subito il commento di Marie Ishida, presidente della California Interscholastic Federation – l’organismo che regola e controlla tutti gli atleti delle high school californiane: "questo è un messaggio che non ci si sarebbe aspettati da un personaggio come il Governatore Schwarzenegger. E’ proprio il tipo di messaggio ambiguo di cui non hanno bisogno i ragazzi delle high school".
"Ammette di aver usato steroidi e si schiera contro coloro che li usano", ha rimarcato la Ishida, "e lo dice chiaramente, ma d’altra parte è coinvolto in numerose attività che spingono all’uso di steroidi".
Come ad esempio le due riviste di body-building di cui è editore esecutivo, su cui si pubblicizzano numerosi prodotti, non proprio completamente legali.
L’ultimo commento della giornata spetta al senatore Jackie Speier, eletto proprio nel collegio della California, che aveva presentato lo scorso anno una legge per estendere alle high school il controllo sui preparati illegali in grado di migliorare le prestazioni sportive.
La proposta di legge era stata bloccata proprio con un veto del Governatore Schwarzenegger.
Il commento del senatore Speier: "Non c’è persona in questo paese più preparata e più adatta per dare un messaggio chiaro ai giovani atleti, ai nostri atleti di domani. La vera tragedia è che questo personaggio, invece, fornisce il messaggio: io li ho usati e non mi dispiace affatto, invece di dire a tutti i giovani di evitarne l’uso e di non provarlo mai, perché, oltretutto, è una forma di inganno".
L’impressione che se ne è tratta è quella di un uso di sostanze dopanti talmente diffuso e consolidato, fin dalle scuole superiori, da essere considerato come normale ed, anzi, quasi auspicabile.
5-3-05
Controprova immediata.
Come a confermare le impressioni tratte dalla vicenda Schwarzenegger, arriva il resoconto di una intervista rilasciate da Barry Bonds a due giornalisti (Oakland Tribune e ESPN). L’occasione è l’apertura della Cactus League di baseball a Tempe (Arizona) dove si trova tutta la squadra dei Giants.
Alle domande dei giornalisti Bonds continua a negare il suo utilizzo di prodotti dopanti ed aggiunge
"…ad ogni modo, state parlando di sostanze che a quei tempi non erano illegali. Tutte queste storie per integratori proteici o quant’altro.
Mica siamo alle olimpiadi, che ci si gioca 4 anni di lavoro in pochi secondi di gara. Qui ci sono più di 160 partite da giocare e chi lo spiega a chi ha pagato 60 dollari per un biglietto per vedere me e poi non vengo schierato in campo perché non ce la faccio fisicamente?
Esistono cose ben più gravi, come l’eroina, la cocaina o cose simili.
Ora è necessario voltare pagina, dimenticare il passato e lasciarci giocare.
Siamo degli intrattenitori, quindi lasciateci intrattenere."
Come dire: fa comodo a tutti se facciamo superprestazioni dopate, quindi lasciateci fare.
L’osservazione potrebbe essere: allora il migliore non è l’atleta con maggior talento e maggior propensione al lavoro, ma quello che riesce ad avere i migliori farmaci e l’equipe medica migliore.
Come se fossero fenomeni da circo o, peggio, personaggi di un videogioco creati solo dalla fantasia del giocatore
17 e 18-3-05
Arriva l’udienza davanti alla commissione del senato.
L’audizione dei testimoni e le domande incrociate vanno avanti per ben 11 ore.
I componenti della commissione non sono affatto teneri nelle domande e nell’atteggiamento.
I timori della commissione sono più che giustificati: a due anni dallo scoppio dello scandalo BALCO, anche i più distratti si sono resi conto di quanto posa essere diffuso l’utilizzo di farmaci dopanti soprattutto nel baseball e di quanto tutto questo possa essere pericoloso.
E’ il passatempo nazionale, le partite di baseball sono gli eventi sportivi più seguiti, i campioni del baseball costituiscono il modello da seguire per tanti giovani che si avvicinano alla pratica sportiva.
"Che razza di esempio possono dare se con l’utilizzo di sostanze dopanti rischiano di rovinare non solo uno sport, ma qualcosa che fa parte della nostra storia e della nostra cultura?" è stato il commento di uno dei componenti della commissione.
Tutto questo alla presenza delle famiglie di tre giovani atleti che si sono tolti la vita in preda a crisi maniaco-depressive scatenate dall’uso di steroidi anabolizzanti.
Il momento più importante dell’udienza è stato l’interrogatorio di McGwire (ex-giocatore di Oakland e St. Louis) che nel 1998 affascinò tutti gli States con il suo duello all’ultimo home run con Sammy Sosa.
McGwire in quell’anno terminò la stagione con il nuovo record di lega di 70 home-runs battuti.
McGwire aveva cercato in tutti i modi di sottrarsi all’udienza, ma alla fine la commissione aveva emesso un mandato di comparizione che lo aveva obbligato a presentarsi.
Prima di essere sottoposto alle domande della commissione aveva chiesto ed ottenuto di poter leggere una dichiarazione preliminare, durante la quale è sembrato, varie volte, sul punto di scoppiare il lacrime.
"Il mio primo pensiero va ai genitori di quel figlio o quella figlia che hanno perso la vita per colpa dell’uso di steroidi" ha detto "spero che queste audizioni servano ad evitare che altre famiglie possano soffrire allo stesso modo"
Nel corso dell’audizione McGwire si è dichiarato ampiamente disponibile a comparire e lavorare per scoraggiare l’utilizzo di steroidi tra gli atleti più giovani.
Ma nel corso dell’audizione è divenuto subito chiaro che non avrebbe mai risposto in modo chiaro alla domanda fondamentale: ha fatto uso di steroidi?
Da quel momento è cominciato un fuoco incrociato di domande e mezze risposte, e più volte McGwire si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Ad un certo punto la situazione si è fatta esasperante, tanto che un membro della commissione, il senatore democratico William Clay gli ha chiesto a bruciapelo: "Può guardare in faccia questi bambini? E può dire di aver sempre agito e giocato con onestà ed integrità?"
"Non voglio rivangare nel mio passato" è stata la laconica risposta di McGwire
Ricordando che nella stagione 1998 il giocatore fu trovato positivo all’androstenedione, un precursore metabolico degli steroidi androgeni ad effetto anabolizzante.
Nei momenti finali dell’audizione è arrivato il momento più succulento, quello del commissioner della lega di baseball Bud Selig e del suo uomo di punta nel campo degli steroidi Rob Manfred, raggiunti, poi, nel banco degli interrogatori da altre personalità dirigenziali Donald Fehr dell’unione dei giocatori, l’ex-general manager della lega Sandy Alderson, e il general manager dei Padres Kevin Towers.
Argomento delle domande i provvedimenti per bloccare la diffusione degli steroidi, sempre ipotizzati, promessi e mai applicati. Compreso il provvedimento del Gennaio 2005, approvato da lega e sindacato dei giocatori, secondo il quale chiunque fosse stato trovato positivo ad una qualsiasi sostanza dopante avrebbe subito la sospensione istantanea per 10 giorni (cattivoni !!) la dichiarazione pubblica della sua positività ed eventualmente una multa di 10.000 dollari (per chi guadagna tra i 10 e gli 80 milioni di dollari l’anno è proprio un bel deterrente!!)
Le domande successive hanno riguardato la mancata l’applicazione troppo soffice del provvedimento sopra citato e del fatto che soltanto dopo il quarto test positivo un giocatore avrebbe potuto incorrere in una sospensione di un anno.
Risposta di Donald Fehr: "penso che il nostro dovere non fosse quello di distruggere le carriere ma di riportare sulla retta via chi stava sbagliando"
A questo punto la commissione ha espresso l’idea di dover organizzare dei controlli più serrati dando molto più potere alla U.S. Anti-Doping Agency, adottando provvedimenti simili a quelli degli atleti olimpici.
Risposta di Selig: "contrariamente al movimento Olimpico, i contratti nel baseball vengono determinati dalle potenzialità di guadagno ( un giocatore più trascina le folle e più guadagna- ndT). Oltretutto bisogna notare che negli ultimi due anni i giocatori di baseball positivi ai tests sono scesi dal 5-7% al 1-2% (sicuro! Venivano regolarmente avvertiti di quando e come sarebbero stati effettuati i tests)"
Successivamente Selig si chiedeva se per caso il problema del doping nel baseball fosse stato sovrastimato
"Abbiamo un grande problema? Sicuramente no. Lasciatemi dirvi questo: non c’è alcuna concreta evidenza. Non c’è alcuna evidenza provata. Non c’è alcun tipo di evidenza"
Situazioni tragi-comiche, al limite dell’inverosimile.
Hanno commentato, quasi all’unisono, tutti i giornalisti presenti
20-3-05
Davanti ai giudici viene chiamata a testimoniare l’ex- fidanzata di Barry Bonds, Kimberly Bell, disegnatrice e grafica di successo di 35 anni.
Subito prima di essere costretta a testimoniare da un mandato di comparizione, l’avvocato della Bell aveva ottenuto l’immunità in cambio della testimonianza da parte della propria cliente.
Perché così tanta fretta e necessità di accordarsi per l’immunità?
Semplice perché scavando nelle varie attività di Bonds era saltato fuori anche un bel gruzzoletto di denaro che aveva cambiato di mano senza comparire nella dichiarazione dei redditi di nessuno.
Come è noto, negli States si rischiano pene pesanti per gli evasori fiscali.
Dalla testimonianza della Bell, fidanzata di Bonds dal 1994 al 2003, nel 2000 Bonds aveva iniziato ad assumere steroidi regolarmente (quando era iniziata la sua esplosione fisica, con l’aumento di 15 chili di massa muscolare in poco tempo- ndT)
A proposito di evasione fiscale: nel 2001 Bonds le diede quasi 20.000 dollari in contanti, provenienti dalla vendita di magliette e cappellini autografati, per versare l’anticipo per l’acquisto di una casa.
La testimonianza della Bell era supportata da prove oggettive: altre testimonianze dei familiari, le analisi sui conti bancari, le e-mail, sequestrate, tra la Bell e Bonds ed i messaggi lasciati da Bonds nella casella vocale della Bell
L’avvocato di Bonds, invece, ha negato che il proprio cliente abbia mai fatto niente del genere ed ha aggiunto che tutta questa storia è una montatura pubblicitaria, nel tentativo di "incastrare" Barry Bonds.
Mah! Che coraggio!
8-6-05
Gli investigatori valutano nuove accuse per Victor Conte.
Si sta spargendo l’impressione che in qualche modo Conte se la possa cavare praticamente impunito ed allora gli investigatori iniziano a puntare su altri capi di accusa: riciclaggio di denaro ed evasione fiscale.
Se ha funzionato per Al Capone……
Il giudice incaricato, Susan Illsdon, dichiara non ammissibili, per il processo attuale le prove sul riciclaggio di denaro e l’evasione fiscale. Afferma, giustamente, che il procedimento riguarda esclusivamente la produzione e smercio illegale di sostanze dopanti e non esclude altri procedimenti per le nuove accuse.
16-6-05
Siamo nell’avvicinamento all’inizio del processo a Victor Conte e i suoi compagni, che si svolgerà ai primi di Settembre.
Ma si sparge la voce che il processo non verrà mai celebrato, pechè Conte ed i suoi amici hanno patteggiato.
Dichiarazione di colpevolezza per 4 mesi di carcere, suscettibili di ulteriore riduzione, ed altri 4 di arresti domiciliari.
Anche nel caso fosse andato al processo e fosse stato giudicato colpevole di tutte le imputazioni non avrebbe rischiato più di 2 anni di carcere.
Allora perché tanta fretta?
Per il fatto che al processo sarebbe stato inevitabile rivangare nel passato e vagliare fino in fondo tutte le implicazioni dell’uso di sostanze dopanti, coinvolgendo tutti gli atleti il cui nome era comparso durante le indagini, i quali, a loro volta, sarebbero potuti essere incriminati per uso illegale di sostanze dopanti.
Un pericoloso effetto domino che avrebbe portato a cancellare tutti i records del baseball e a riscrivere un bel numero di primati mondiali di atletica e di primati mondiali, comprese le 5 medaglie vinte da Marion Jones alle Olimpiadi di Sidney del 2000, nonché quelle dei nuovi astri emergenti dell’atletica statunitense
Immaginatevi che razza di ondata di shock e che tipo di implicazioni politiche avrebbe scatenato, compreso il fatto di portare il mondo intero ad indicare gli atleti degli Stati Uniti solo una massa di superdrogati, vincenti proprio perché molto ben dopati.
Meglio chiudere tutto e voltare pagina.
Lo spettacolo deve continuare.
Fonti utilizzate: articoli originali di Carla Marinucci, Edward Epstein, Chronicle , Scott Ostler, Mark Fainaru-Wada,
Jaxon Van Derbeken, Elizabeth Fernandez e Lance Williams del San
Francisco Chronicle; interviste e articoli su Oakland Tribune, NBC e ESPN